Gruppo 4 "URBS" [Eko, Locke]

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Messaggio  Destiny il Gio Set 29, 2011 4:34 pm

Tema: Mr. Eko prepara Locke all'incontro con Linus, invitandolo a non cedere alle tentazioni.
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Destiny

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[Isola, accampamento]

Messaggio  John Locke il Dom Ott 09, 2011 6:44 pm

*John era stanco. John era stanco di tutto ciò che accadeva intorno a lui. Le lotte, la supremazia per il controllo dell'isola, la volontà di tutti quegli uomini a farsi la guerra. Evitare la distruzione era costato vite, in particolare era costato la vita di Aaron ed ora, nonostante tutto, sembrava che non si fosse arrivati neanche ad un barlume di pace o speranza. Altro astio, altra febbricitante voglia di distruggere il proprio nemico. Aveva un senso tutto questo? Forse in qualche modo si, ma lui non voleva saperlo. Da quando quell'elicottero era saltato in aria, era come se la grande esplosione avesse portato via anche una parte di se. D'altronde, dopo la morte di un candido bimbo, la salvezza del mondo sembrava addirittura un egoismo, uno scempio. E lo era ancor più, visto quello che i "salvati" esseri umani, almeno quelli presenti sull'isola, stavano tentando ancora una volta: conquistare il potere. John era stanco, stanco come non lo era mia stato.*



*La scelta di stare dalla parte di Eloise era solo un modo per prendere tempo. Certo, nel momento in cui l'altra fazione era rappresentata da Ben, la cosa migliore gli era sembrata guardare da lontano a colui che sembrava dovere essere il "più cattivo" della storia tra i due. Ma John aspettava altro. Aspettava un segno da quell'isola per la quale si era sacrificato ancora una volta, e che prima o poi gli avrebbe sicuramente indicato la strada.*
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John Locke

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[Isola, accampamento]

Messaggio  John Locke il Dom Ott 09, 2011 6:48 pm

*Da pochi istanti uno dei tirapiedi di Eloise era uscito dalla sua tenda, dopo avergli comunicato che aveva ricevuto un messaggio da parte di Ben, secondo il quale John si sarebbe dovuto recare dall'altra parte del ponte che divideva l'isola in due, per interloquire direttamente con lui. La comunicazione era stata fredda e rapida, senza raccomandazioni di sorta. Evidentemente le ipotesi erano due: o Eloise era sicura della sua fedeltà, oppure la donna aveva già un piano di riserva nel caso in cui si fosse alleato con il suo rivale. In ogni caso John non aveva intenzione, ancora per ora, di passare dall'altra parte. Aspettava qualcosa, e quando aspetti qualcosa, è sempre meglio rimanere fermi dove ci si trova. Le visite però, non erano finite. Mr. Eko si era appena affacciato nella tenda, con la sua solita espressione seria e imperturbabile.* -John, posso entrare?- *John con un cenno ed un sorriso lo invitò dentro, chiedendosi cosa portasse Eko nella sua tenda. In ogni caso non sembrava una visita di cortesia.* -Ho saputo che stai per incontrare Linus.-*John non pensava che le notizie potessero arrivare prima a lui che al diretto interessato, ma non rimase sorpreso. Eko era sempre venuto a conoscenza di ciò che gli interessava* -Si, è così.- *rispose, un po' sulle sue.* -Sono venuto per avvertirti John... quell'uomo è pericoloso- * A John veniva da ridere. Davvero Eko stava dicendo a lui che Benjamin Linus era pericoloso. Lo guardò con un sorriso decisamente altero.* - So che tipo di personaggio ho davanti Eko, e non mi spaventa di certo. Anzi sono proprio curioso di sapere cosa avrà di tanto importante da dirmi.- *Ora Eko lo guardava in maniera strana, come se quello che stava per dirgli gli portasse dolore* -John, non siamo di fronte alla solita faida, lo sento nell'aria. Stiamo andando incontro a qualcosa di terribile, e Linus potrebbe essere la causa di tutto questo-. John continuava a fissarlo, senza capire forse, ma con l'irrimediabile timore che Eko avesse ragione. A quel punto il gigante nero si avviò all'uscita della tenda, girandosi un'ultima volta, gli occhi neri che sembravano quasi volerlo spaventare a tutti i costi.* -Fa attenzione John.- *Lo guardò uscire, e restò pensieroso, con lo sguardo fisso nel vuoto, per alcuni minuti.*



Ultima modifica di John Locke il Dom Ott 09, 2011 7:37 pm, modificato 3 volte
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[Isola, verso il ponte]

Messaggio  John Locke il Dom Ott 09, 2011 6:49 pm

*John portò con se poche cose. Nello zaino aveva giusto una borraccia con dell'acqua fresca, una bussola molto precisa, e un coltello da caccia ben affilato con l'impugnatura d'avorio, che spesso portava con se in circostanze non specificatamente avventurose. Parlare con Linus poteva sembrare apparentemente un rischio, ma se davvero conosceva il suo "vecchio amico", la sua mossa sarebbe stata cercare di attirarlo con qualche noioso discorso, non di certo ferirlo a morte.*

*Eloise gli aveva affidato due guardie per proteggerlo/controllarlo, ma John non vi badava, e cercava anzi di divertircisi provando a metterle in difficoltà col suo passo veloce e con il senso di familiarità che aveva nei confronti dell'isola. Nonostante tutto, notò poi che queste riuscivano a seguirlo senza problemi eccessivi, ed anzi dimostravano una decisa caparbietà nel non perderlo mia di vista. Riuscirono a stargli dietro per gran parte del percorso, ma ad un tratto, proprio quando John aveva finito di "giocare" ed aveva ripreso a marciare in maniera più blanda, i due suoi compagni erano spariti nel cuore della giungla, seminati senza neanche il gusto di averlo fatto intenzionalmente*



*John si guardò intorno, senza però avere alcun indizio di dove avesse potuto perderli. Rassegnato, iniziò a tornare indietro, chiamandoli ad alta voce, cercando tracce del loro goffo passaggio, fino a quando, in lontananza, sentì un suono, un suono che proprio di un uomo adulto non era, ma di un essere umano si. Seguì il lamento per alcuni minuti, e più lo sentiva vicino più la consapevolezza di quel rumore che prendeva forma e significato gli riempiva la mente ed il cuore di angoscia. Poi lo vide. Sotto un albero, nel più impensabile dei luoghi, stava un fagotto azzurro, dal quale proveniva il lamento infantile che aveva udito.*


*Sgranò gli occhi, se li stropicciò, e se li sarebbe anche cavati se ne avesse avuto la forza, ma il fagotto continuava a rimanere lì, senza svelare chi vi fosse dentro, celando chi (o cosa?) si stesse lamentando in quel modo. Ma per scoprirlo il passo era breve. John cautamente si avvicinò, chinandosi pian piano, le dita quasi a sfiorare il lembo che gli avrebbe permesso di capire se i più dannati incubi hanno il potere di risorgere per infestare le menti. Se certi ricordi possono esistere di nuovo solo per distruggere le anime dei poveri scellerati che nella vita hanno osato troppo, qualunque fosse la motivazione. Se Aaron era tornato per prenderlo e portarlo all'inferno...le dita a pochi millimetri... la verità ormai svelata...
-Locke, dove diavolo eri finito!- *John si girò in un sussulto, e vide i due suoi protettori intenti a raggiungerlo, con un espressione severa e impaurita sul volto, di chi ha rischiato di perdersi in un luogo sconosciuto ed è grato a Dio per avergli fatto ritrovare l'unico essere nel raggio di miglia in grado di guidarlI.*-Io stavo...-* John si girò di nuovo verso il fagotto, che ora però, non si trovava più lì, sostituito solo da rami secchi e scaglie di legno cadute dall'albero dopo il passaggio di qualche cinghiale.*-Io vi stavo cercando... andiamo, c'è ancora della strada da fare- *La verità era che John era grato a quei due per averlo raggiunto. Non sapeva con certezza cosa era stato: una visione, un monito o la sua immaginazione, ma grazie a Dio non era arrivato fino in fondo, e di questo era felice.*

*Passò un'altra mezz'ora, nella quale continuò a pensare a quello che aveva visto, e di come gli fosse sembrato reale. Poi, finalmente davanti a loro scorsero il ponte che divideva le due fazioni, e che allo stesso tempo le congiungeva. Unico comune amico delle parti, si stendeva per parecchie decine di metri, sospeso su un abisso simbolo di quello che l'isola era diventata: un campo di battaglia.*https://www.facebook.com/photo.php?fbid=164465913624510&set=p.164465913624510&type=1&theater
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