GRUPPO 10 "SYDNEY" [Sayid, Carole (PNG), Aaron (PNG)]

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GRUPPO 10 "SYDNEY" [Sayid, Carole (PNG), Aaron (PNG)]

Messaggio  Destiny il Ven Mar 23, 2012 8:51 am

Spoiler:
Sayid si dirige a Sydney, a casa di Carole Littleton, dove sa che si trova Aaron. Entra in casa e rapisce il piccolo, sotto gli occhi impotenti della nonna. Mentre porta il bambino nel luogo dell'esecuzione, osservare la sua innocenza insinua i primi dubbi nell'iracheno. Sayid prega Allah, cercando la forza di fare quello che deve per salvare il mondo. Monta il silenziatore alla pistola, la carica, ma l'inaspettata dolcezza di un sorriso di Aaron lo blocca definitivamente. Desiste e decide di riportare il bambino a Claire. Locke dovrà farsene una ragione.
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Re: GRUPPO 10 "SYDNEY" [Sayid, Carole (PNG), Aaron (PNG)]

Messaggio  Sayid Jarrah il Mar Apr 03, 2012 9:54 am

L'ormai famigerata scena finale delle biciclette che si librano in alto nel cielo e il toccante addio tra il ragazzino e il simpatico extra-terrestre precipitato per sbaglio sulla terra del film E.T. appariva sullo schermo del televisore della nonna di Aaron. Una lacrima le rigò il viso. Era per il film? Era per il nipotino che, proprio come E.T., aveva temuto di non rivedere mai più? Poniamoci questa domanda ora, mentre i titoli di coda del bel film scorrono in ordine, uno dietro l'altro. Aaron dormiva e la nonna piangeva. Così con molto delicatezza lo adagiò nel suo passeggino e ne approfittò per prendere un fazzoletto e asciugarsi le lacrime. Ma la sua attenzione e il suo sguardo si concentrarono sul nome di un membro del cast di cui non si era mai accorta e mai aveva sentito parlare. Il montaggio del film E.T. era a cura di Carol Littleton! Quasi un'omonimia, se non fosse per quella "e" francese in più. Casualità? Segno del destino? O erano quegli stronzi di sceneggiatori di Lost che si divertivano tanto a giocare con i nomi? Mentre tutte queste importanti ed inutili domande le affollavano la testa, un calcio ben assestato fece spalancare di colpo la porta di casa sua (proprio come si vede nei film americani). Carole balzò in piedi dalla poltrona per la paura, Aaron si svegliò tra i pianti e l'ancora attraente nonna voltandosi in pieno panico verso l'uscio vide qualcosa che le fece gelare il sangue. Sull'entrata di casa sua, bagnato dalla testa ai piedi dalla pioggia, c'era l'iracheno Sayid che stringeva in mano una rivoltella.


Ultima modifica di Sayid Jarrah il Mar Apr 03, 2012 10:41 am, modificato 1 volta
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Re: GRUPPO 10 "SYDNEY" [Sayid, Carole (PNG), Aaron (PNG)]

Messaggio  Sayid Jarrah il Mar Apr 03, 2012 10:13 am

Quella mattina, in uno squallido bar vicino al motel dove alloggiavano Carole Littleton e Aaron, Sayid aveva quasi finito di scolarsi l'ultimo bicchiere della bottiglia di vino Moriah. Non appena finì, uscì dal locale con gli occhi vitrei e senza pagare. Un cameriere gli corse dietro per avere il denaro e Sayid disse: "non pago" e poi, non pago, colpì il cameriere con la pistola sulla testa. Quel giorno doveva proprio lasciarsi dietro il suo cammino dolore, distruzione e morte. Era questa adesso la sua missione. Arrivò all'auto quasi barcollando, poi si ricordò di essere un soldato, batté i tacchi, s'impettì e iniziò a delirare tra i fumi dell'alcol: "Il mio nome è Sayid Jarrah; un torturatore dallo stesso cognome cercò invano di ripulire gli Stati Uniti da sfruttatori, e da capitalisti, a bordo del volo united 93. La differenza tra me e quel dirottatore è che lui fallì la sua missione, io invece la porterò a termine!"

Detto questo, caricò la pistola, s'infilò in macchina e sfrecciò a tutta velocità verso il motel. Stava andando a rapire Aaron.
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Re: GRUPPO 10 "SYDNEY" [Sayid, Carole (PNG), Aaron (PNG)]

Messaggio  Sayid Jarrah il Mar Apr 03, 2012 10:19 am

Rapire un infante ad una nonna impaurita e disarmata fu come rubare un lecca-lecca ad un bambino. Facile. Soprattutto se sei armato di una rivoltella con silenziatore, se sei un soldato e sopratutto se hai fatto la guerra. Così Sayid non ci mise molto ad aprire la porta con un calcio, entrare in casa, puntare la pistola verso la nonna affinché vinta dalla paura di morire si accasciasse a terra e rapire Aaron. Prima di uscire Sayid disse: "che Allah mi aiuti", poi senza chiudere la porta sparì sotto la pioggia.

Nonostante fosse ben determinato, il vino Moriah era forte e così Sayid decise che per commettere un omicidio, per sacrificare il piccolo Aaron bisognava essere svegli e lucidi così decise di nascondere la macchina e addormentarsi dentro insieme al piccolo figlio di Claire.

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Re: GRUPPO 10 "SYDNEY" [Sayid, Carole (PNG), Aaron (PNG)]

Messaggio  Sayid Jarrah il Mar Apr 03, 2012 10:39 am

Sayid fece un ancora un altro sogno premonitore: Allah lo stava mettendo alla prova, e nelle sembianze di Locke gli disse: «Sayid!» Egli rispose: «Eccomi» e Allah disse: «Prendi ora Aaron e vai nel luogo che ti ho indicato. Là dovrai ucciderlo».

Sayid si alzò la mattina di buon'ora, fece benzina alla macchina, decise che non era il caso di dar da mangiare ad Aronn visto la fine che stava per fare e poi partì verso il luogo che Locke/Allah gli aveva indicato. Dopo qualche ora Sayid alzò gli occhi e vide da lontano il luogo. Fermò la macchina, prese in braccio Aaron, caricò la pistola le proseguì a piede verso il luogo del sacrificio. Aaron iniziò a fare delle mossette assai dolci, rideva ed emetteva suoni simili a "papà".
Dopo molto camminare, giunsero al luogo che Allah/Locke gli aveva detto e vi accomodò Aaron che non smetteva di inviargli sorrisini. Sayid stese la mano e prese la pistola per sparare il figlio di Claire. In quel punto la voce di Nadia: "Sayid, Sayid". L'iracheno si voltò "Nadia", ma era più che altro impaurito e sorpreso. Poi sentì un fruscìo tra gli alberi ed uscì Shannon insanguinata, come quando Ana Lucia le sparò la prima volta. Era confuso, aveva bisogno di bere. Dal suo zaino prese la bottiglia di vino Moriah che aveva tenuto per il "dopo", per dimenticare. E proprio come gli occhi di Carole caddero sul nome della montatrice omonima di E.T., la sua attenzione cadde sulla scritta sul retro della bottiglia. Era la storia del vino, dove era imbottigliato, quanto era alcolico, la gradazione e la storia del suo nome. E si mise a leggere: "Moriah era il nome della montagna su cui avvenne il celebre episodio biblico del sacrificio di Isacco: Dio, per mettere alla prova l'ubbidienza di Abramo, gli ordinò di sacrificare il proprio figlio Isacco..."

Sayid si sentì toccare alle spalle, si voltò ma non vide nessuno. Poi sentì delle risate, non vide ancora nessuno ma le riconobbe: erano quelle di Shannon, ecco ora quella invece è Nadia, rideva in modo strano, inconfondibile. Poi tornò su Aaron. Anche lui rideva e ora allungava le mani verso di lui, voleva che lo prendesse in braccio.
Sayid, come si sa, è il torturatore dal cuore d'oro. Si squagliò a quella vista, ruppe la bottiglia di vino che ora macchiò la pietra di un colore rosso simile al sangue. Prese in braccio Aaron e gli disse: "vieni qua giovanotto, ti riporto da mamma".

Sayid tornò indietro, il luogo del sacrificio era macchiato di sangue ma senza sacrificio e sacrificati. E il sole australiano brillava alto nel cielo.
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