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Messaggio  Destiny il Dom Apr 08, 2012 6:54 pm

Spoiler:
Danielle è consapevole che l'Isola deve essere evacuata. Si allontana così da Hugo per ricercare Alex, prima che la situazione precipiti. La donna non può sapere che la figlia è nelle mani di Locke. Dal suo canto Hugo crede di avere una soluzione per fermare il Vulcano, ossia intervenendo dall'interno della Grotta della Luce. Quando giunge però al luogo dove era stato insieme a Jack, si accorge che la Fonte si è spostata. Il suo pensiero corre a Isabella: la donna che l'ha guarito potrebbe indicargli la via, se solo si decidesse ad apparire di nuovo. Nel frattempo l'ex-protettore torna da Ben, informandolo sulla situazione. Ben decide così di dirigersi al Ponte, dove richiede un incontro urgente con Locke, in modo da affrontare l'emergenza in corso. La sorte dell'Isola e dei suoi abitanti potrebbe dipendere dall'esito di questa discussione. Locke vi giunge insieme ad Alex, sua prigioniera e potenziale elemento di scambio in una trattativa che si preannuncia tesa. Chi farà un passo indietro?
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Re: GRUPPO 1 "PONTE" [Alex, Ben, Danielle (PNG), Hugo, Locke]

Messaggio  Hugo Reyes il Mer Apr 11, 2012 8:52 pm

I continui sussulti del vulcano, l'agitazione di Danielle in ansia per sua figlia, la vita di ogni singola persona presente sull'Isola appesa ad un filo.

Un filo che solo Hugo sentiva di saper vedere e seguire: un filo che lo conduceva ad un'immagine mentale abbagliante



- Presto cosa, seguimi! Risolverò tutto! -

Con quel suo istantaneo cambiamento Hugo non dovette infondere troppa fiducia nella francese che, per tutta risposta, si liberò dalla sua presa e si gettò a capofitto nella foresta: anche lei aveva un suo scopo e una sua convinzione.


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Re: GRUPPO 1 "PONTE" [Alex, Ben, Danielle (PNG), Hugo, Locke]

Messaggio  Hugo Reyes il Mer Apr 11, 2012 9:27 pm

Lasciata la francese per la sua strada, Hugo iniziò il suo cammino: qualcuno lo avrebbe chiamato "un cammino di fede", ne era certo.

Una convinzione aveva fato breccia dentro di lui e cresceva passo dopo passo, albero dopo albero. Rivolgendo le spalle al rumoroso padrone dell'Isola risvegliatosi dopo chissà quanti anni, l'idea nella mente di Hugo era diventata quasi un'ossessione.

"La Sorgente: è lì in fondo la risposta a tutto, è lì che salverò tutti!"



Non aveva la minima idea di chi gli stesse infondendo quella sicurezza, ma voleva credere in qualcosa, ne aveva bisogno. Ora più che mai.

- E' dietro quella palma, proprio lì dietro. Forza, ce la potete fare, ancora pochi passi e ci siamo! - disse ad alta voce, battendo i pugni chiusi sulle ingombranti cosce come a volerle spronare a dare il massimo.

Arrivato alla fatidica palma la superò a passo spedito allargando le braccia: quello che si ritrovò ad abbracciare però fu la visione di un'anormale distesa d'erba, come se qualcuno avesse cancellato con una gomma una brutta copia di un disegno.

-No.. qualcosa è cambiato, qualcosa... qualcosa è stato spostato...! -

D'un tratto, pronunciate quelle ultime parole ad alta voce, fu consapevole di cosa stava accadendo e di quali forze erano state chiamate in gioco.

- Dannata Isola!! -

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Re: GRUPPO 1 "PONTE" [Alex, Ben, Danielle (PNG), Hugo, Locke]

Messaggio  Hugo Reyes il Mer Apr 11, 2012 9:38 pm

"Do ut des."

Aveva sempre creduto ai saggi detti antichi "Soprattutto se in una lingua vecchio come il cucco": l'Isola da lui aveva preso tanto, forse tutto. Era quindi giunto il momento che fosse lui a pretendere qualcosa da Lei.



Il primo pensiero andò alla sua impersonificazione, la donna che non molto prima lo aveva totalmente guarito da quella doppia personalità stile Gollum/Smeagol, ma riuscire a trovarla sarebbe stato complicato. Estremamente complicato, almeno per lui.

D'un tratto si ripresentò quell'istinto di onniscienza, aveva di nuovo un obiettivo e una nuova persona a cui far visita. E stavolta non gli avrebbe permesso di liquidarlo in breve o scomparire.

La sua casa non era troppo lontana da dove si trovava in quel momento.

- Sto arrivando, Ben! -


Ultima modifica di Hugo Reyes il Gio Apr 12, 2012 4:47 pm, modificato 1 volta

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Re: GRUPPO 1 "PONTE" [Alex, Ben, Danielle (PNG), Hugo, Locke]

Messaggio  Alex Rousseau il Gio Apr 12, 2012 12:40 pm

Appena arrivati all'accampamento, senza grandi spiegazioni ma sempre con un sorriso maligno sulle labbra, Locke li aveva fatti gettare in una rudimentale cella fatta con materiale di recupero.

Alex: siamo stati degli ingenui, come abbiamo potuto illuderci che Locke ci avrebbe dato credito? Ci ha trattato come ragazzini! Siamo caduti dalla padella nella brace. Ma una cosa l’ho imparata, nella vita non potrò mai fidarmi di nessuno, dovrò contare solo su di me!

Karl: Sei ingiusta Alex, sai che su di me potrai sempre contare!
Però anche se ti sembro insensibile, vorrei comunque sottolineare che fosse stato per me ci avremmo riflettuto un po’ di più. E oltretutto nessuno sa che siamo qui!
Adesso dobbiamo farci venire in mente qualcosa di intelligente per uscire di qui!


Alex: E’ stata tutta colpa mia. Ho sbagliato. Locke e Ben tutto sommato sono molto simili . In fondo sono due frustrati che cercano di riscattarsi dai torti che ritengono di aver subito, rifacendosi sugli altri con la forza o con l’astuzia, ma sono solo dei sadici. E su quest’isola manipolano gli altri per i loro scopi, per la loro smania di potere. L’ideale sarebbe che si scontrassero direttamente e si eliminassero a vicenda, così gli abitanti dell’isola tornerebbero liberi.Dobbiamo riuscire a fuggire di qui e in qualche modo far sapere a Ben che Locke ci tiene prigionieri. Lo scontro fra loro sarà inevitabile mentre noi saremo in quel momento da tutta un’altra parte!

Non aveva ancora terminato la frase quando sentì che una chiave girava nella serratura della cella
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OTHERVILLE [Ben, Hugo]

Messaggio  Ben Linus il Gio Apr 12, 2012 4:37 pm



Entrò nella camera degli ospiti. Era così vuota senza di lei... I vestiti erano ancora sparsi in giro, a dimostrare che quella di andarsene non era stata una scelta premeditata. Fino a quel momento Ben non aveva osato toccarli, per non dichiarare apertamente a se stesso che non sarebbe tornata. Ma dopo la visita al Tempio era inutile nascondersi la verità. Afferrò la sua camicia blu - quella che adorava, perché si intonava così bene col colore dei suoi occhi - e vi immerse il volto, ripensando a una passeggiata sulla spiaggia e a un raro sorriso che lei gli aveva concesso.



Stando a quanto aveva detto il Mostro, Locke lo avrebbe aiutato a ritrovarla. Ciò non aveva senso... E di certo andare in bocca al nemico non era il massimo come tattica di guerra. Ma davvero Locke era il nemico e Charles il fido alleato? Soprattutto, che razza di guerra è quella in cui non è rimasto niente e nessuno per cui combattere? Dopo Alex e Juliet, cosa mai poteva perdere ancora?

Rimise la casa in ordine, ogni libro, ogni appunto, in modo maniacale. Aprì la sua cassaforte e ne prelevò il contenuto: soldi, documenti falsi, una pistola con munizioni, un fascicolo col logo DHARMA e una foto.



Poi riempì un intero sacco di rifiuti. Vi finirono dentro tutti quelli stupidi ricordi da cui, chissà perché, non ci si vuole mai separare. Quelli che rappresentano frammenti di vita, ma che alla fine non fanno altro che prendere polvere, fino ad accorgersi che non sono vita, ma solo oggetti e niente più.

Si sbucciò un mango e cercò di lenire la pesantezza di quel momento, di quei gesti, succhiandone avidamente la polpa. Infine svuotò il frigo e uscì dalla sua casa, per l'ultima volta.

Si era già voltato per una fugace occhiata di commiato alla Baracche, aveva già accarezzato l'altalena ed era pronto a proseguire senza più ripensamenti, quando il silenzio di quel lungo addio fu interrotto da una voce inconfondibile.

"Coso, proprio te cercavo!"
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Re: GRUPPO 1 "PONTE" [Alex, Ben, Danielle (PNG), Hugo, Locke]

Messaggio  Hugo Reyes il Dom Apr 15, 2012 3:54 pm

Il suo primo obiettivo era stato raggiunto: gli occhi di Benjamin lo confermavano.



Era riuscito a cogliere il momento e il luogo adatto per sorprenderlo e partire così avvantaggiato: aveva tutta la sua attenzione.

- Hugo? Ma... cosa fai t..? -

- Pè pè pè, a dopo le spiegazioni! - lo interruppe, agitandogli la mano davanti la bocca, in segno di silenzio.


- Le spiegazioni a dopo, ora c'è qualcosa di molto più importante a cui pensare: dobbiamo trovare la Sorgente, è l'unico modo per salvarci tutti dal disastro! -

Gli occhi di Ben continuarono a fissare Hurley allo stesso modo, senza riuscire a sbattere nemmeno una volta.

- La Sorgente? Ma dannazione, tu la conosci meglio di chiunque altro: che bisogno hai me? -

- Coso, sveglia!! E' stata spostata, altrimenti sarei già nella tana del bianconiglio! Mi servi tu, lì c'è quello che ci serve per risolvere in fretta 'sto pasticcio! -

Hugo si sentiva addosso i pensieri di Ben, riusciva quasi a capire cosa stesse pensando.

- Lo so, sembro ammattito per l'ennesima volta e anche io ho perso il conto delle volte, credimi! Ma devi fidarti di me. -
Così dicendo lo afferrò per le spalle, fissandolo intensamente. Le parole che pronunciò le scandì lentamente.

- Ora tu mi aiuterai a trovare la Sorgente. La spiegazione a tutto c'è ma...- abbassò lo sguardo, guardando la tasca destra dei pantaloni. L'oggetto che conservava lì dentro aveva dell'incredibile, persino per lui.
- Coso... non riusciresti a credermi, fidati... -


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Re: GRUPPO 1 "PONTE" [Alex, Ben, Danielle (PNG), Hugo, Locke]

Messaggio  John Locke il Dom Apr 15, 2012 7:18 pm

*Rick era tornato finalmente. Era stato mandato in perlustrazione ai confini del loro territorio, e dopo che lo avevano ormai dato per disperso, era tornato. I suoi occhi, consumati e poco lucidi, si erano fermati su John, quando ansimando era entrato nel campo, più morto che vivo. Probabilmente era stato attaccato, da qualcuno o da qualcosa, ma i suoi compagni non l'avrebbero mai saputo. E non l'avrebbero saputo perchè Rick era morto lì, davanti ai loro occhi, non prima di mormorare all'orecchio di John, con l'ultimo filo di voce: Ben. Vuole incontrarti. Sul ponte. Ora.



John lo aveva guardato, strabuzzando gli occhi, senza capire subito, sebbene le sue parole fossero state estremamente chiare. Non sapeva se fosse stato lo stesso Ben a ridurlo così, ma la cosa non gli era sembrata verosimile. Non ne avrebbe avuto alcun motivo. Immediatamente aveva lasciato lì il corpo, ordinando che qualcuno se ne occupasse, e poi aveva corso fino alla struttura dove Karl e Alex erano "custoditi". Ora era lì, davanti alla porta della cella, e con grazia faceva scivolare la chiave nella serratura, e faceva scattare il meccanismo interno. La porta si aprì.

John entrò nella cella, e vi trovò dentro i due ragazzi, entrambi con un'espressione sul volto che faceva intendere che avessero appena smesso di parlare, probabilmente di lui. Guardò Alex. -Ora tu verrai con me. Tuo padre vuole incontrarmi, e penso sarà felice di rivedere sua figlia.- Alex lo guardava con disprezzo, sapendo di non potersi ribellare alla sua decisione. John le legò le mani con una corda (meglio prevenire che curare) e la portò con se, mentre Karl osservava la scena con odio.

Uscì dalla cella, e stava per uscire anche dall'accampamento, prima che gli venisse in mente qualcosa di importante. Lasciò Alex con le guardie armate che stavano all'entrata, e corse nella sua tenda. Ne uscì poco dopo, identico nell'aspetto, ma con un'arma in più dalla sua parte avvolta in panno morbido, nascosta nel suo zaino. Portare il "trasportatore" con se non poteva esser una cattiva idea.
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Otherville [Ben, Hugo]

Messaggio  Ben Linus il Lun Apr 16, 2012 12:27 am

Hugo era in pieno possesso delle sue facoltà mentali. Dopo tanti anni passati insieme, Ben sapeva riconoscere i suoi - chiamiamoli così - stati d'umore. La sua determinazione contrastava con quella altrettanto forte di Ben di mettere una pietra sopra alla propria fallimentare esperienza sull'Isola. La Sorgente, per quanto lo riguardava, poteva tranquillamente attendere. Ma siccome niente accadde per caso, forse anche questa inaspettata visita faceva parte dello schema più ampio che lo avrebbe condotto al suo volontario esilio. Così, assecondando questa intuizione, scese a patti con Hugo:

"Certo, mi fido. Ma ora, Hugo, cerca di calmarti e ragioniamo. Per prima cosa è necessario parlare con Locke. Se la Sorgente si è spostata, potrebbe trovarsi anche a sud, dal suo lato. Non ci resta che coinvolgerlo..."

Hugo: "Coso, non ci capisco più niente! Ma non vi odiavate?"

Ben: "Odiare, come amare, è un concetto relativo. Se un avversario comune, più grande, si profila all'orizzonte, i nemici diventano presto alleati. In un certo senso, è la storia della mia vita...
Seguimi fino al Ponte. Parleremo con Locke e dopo, te lo prometto, farò di tutto per aiutarti."
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Re: GRUPPO 1 "PONTE" [Alex, Ben, Danielle (PNG), Hugo, Locke]

Messaggio  Alex Rousseau il Mar Apr 17, 2012 4:56 pm

*I ragazzi si bloccarono di colpo, Alex sperava che nessuno avesse sentito quello che stava dicendo. Locke entrò, aspramente le disse di seguirlo, poi le legò i polsi e la strattonò fuori dalla cella *

-Hey! Che stai facendo, mi fai male! Non puoi trattarci così! - *Si accorse però che Locke non aveva nessuna intenzione di portare con sé anche Karl e ad Alex questo sembrò un brutto segno . Dentro di lei la paura cominciò a crescere. * - Dove mi porti, lasciami andare! Dì qualcosa! Aiuto! Kaaarl!-

*Cominciò a piangere terrorizzata e si dette della stupida per aver pensato di poter risolvere tutto facilmente.
Ad un tratto Locke si fermò, la affidò ad alcune guardie e tornò indietro. Alex per un attimo si illuse che avesse cambiato idea e supplicò le guardie che la lasciassero andare. Ma fu come se lei non avesse nemmeno parlato, non la guardarono nemmeno in faccia. Di lì a poco Locke tornò e senza una parola la trascinò con sé verso la giungla.

Temeva di essere uccisa, ma poi ripensò alle parole che l’uomo le aveva detto nella cella, forse Locke la voleva usare come merce di scambio con Ben.
Tentò il tutto per tutto e disse fra le lacrime* - Non servirà a niente. A Ben non importa nulla di me. Non ti darà nulla in cambio. Lui non è mio padre! –
Locke si voltò di scatto, per un attimo la guardò con un espressione apparentemente sconcertata. Ma fu solo un attimo, poi l’uomo si girò e continuò a trascinarla nella giungla.
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Re: GRUPPO 1 "PONTE" [Alex, Ben, Danielle (PNG), Hugo, Locke]

Messaggio  John Locke il Mar Apr 17, 2012 9:20 pm

Prese in considerazione l'idea di lasciar andare Alex almeno tre volte lungo il tragitto, ma ogni volta che si rifiutava di farlo sentiva il vecchio debole John scemare sempre di più, lasciando spazio al suo nuovo io, deciso ad agire in maniera forse poco etica (d'altronde non era stato etico nemmeno uccidere un neonato), ma senza più dubbi, senza più fiducia in niente e nessuno che non fosse se stesso. John camminava per l'ennesima volta sulla grande autostrada del destino, senza però guardarsi intorno, senza aspettare che qualcuno lo seguisse, ma soprattutto senza sperare più nei proverbiali "segni" dell'isola. John camminava con i paraocchi, e niente, oltre quella che era ormai considerata casa sua, aveva più nessuna importanza.


Furono abbastanza rapidi ad attraversare la giungla, nonostante i continui lamenti di Alex, che un momento lo supplicava di lasciarla andare, e un attimo dopo lo insultava e gli trasmetteva tutto il suo rancore. Arrivarono al ponte, ed entrambi dovettero socchiudere gli occhi davanti alla potenza del sole, non più filtrato dai rami, ma libero di abbagliarli in tutto il suo calore. Fu anche per questo che John faticò a vedere Ben, dall'altra parte del passaggio. Vide subito invece un'altra figura, non piccola come quella del suo nemico, ma abbastanza grande da non fargli venire alcun dubbio su chi fosse: Hugo lo osservava dall'altra parte del ponte. John faticò a trattenersi dal ridere. Cosa ci faceva Hugo lì? E perchè si trovava con Ben? In un certo senso la curiosità scaccio via i pensieri sulle motivazioni che Ben poteva aver avuto per convocarlo. Lasciò Alex alle guardie, in modo che Ben non sapesse della sua merce di scambio, e poi iniziò ad attraversare il ponte, con un falso sorriso sulle labbra.


Ultima modifica di John Locke il Mer Apr 18, 2012 6:37 pm, modificato 1 volta
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Ponte [Ben, Hugo, Locke]

Messaggio  Ben Linus il Mar Apr 17, 2012 10:39 pm

[Post condiviso. Ognuno ha svolto la sua parte.]

Hugo:
Hugo aveva seguito le indicazioni, aveva seguito Ben fin laggiù. Il suo sguardo si muoveva furtivamente a destra e sinistra tra i cespugli, in cerca di qualcosa. Il tutto continuando a stringere la sua tasca.
D'improvviso la sua guida si fermò: facendo capolino alle sue spalle notò in lontananza un bagliore quasi accecante.
Il sole vi rifletteva tutti i suoi raggi.
"Ehm.. coso, ma quello... ma è la pelata di Locke?!??!"


Ben:
"Sta arrivando. Non sarà felice di vedermi. Come si dice, la miglior difesa è l'attacco. Spaventiamolo subito con la storia che mi hai raccontato, di ciò che hai visto al vulcano. Tocca a te. Eri il numero 1. Spero tu non ti sia scordato come farlo."


Locke:
Le assi di legno scricchiolavano sotto il suo peso. Sentì il battito accellerare, quasi come, invece che incontrare Ben, dovesse chiedere di uscire alla ragazza più popolare del liceo. Si fermò davanti a loro, con il ponte ormai alle spalle. Lì salutò entrambi nella stessa maniera, chinandò la testa in un saluto fittiziamente rispettoso. -Ben... Hugo.-


Hugo:
Ben annuì con un cenno del capo, silenzioso, lento, teatrale. Allo stesso modo, come se fosse tutto naturale, spinse davanti a sé Hugo con un delicato ma deciso tocco della mano fino a farlo trovare di fronte Locke.

- Ciao.- disse, muovendo la mano a palmo aperto verso destra, come se si stesse rivolgendo ad un bambino.
Locke inclinò leggermente la testa, come durante la scena di un film talmente contorta da risultare stupida.

- Ecco, devi aiutarci a far evacuare l'intera Isola: il Vulcano ha ripreso un'attività decisamente instabile, ho letto che manca pochissimo! -


Ben:
Mandare avanti Hugo era stata proprio un'ottima idea. Col suo modo di fare, con la sua bonaria ingenuità, era in grado di addolcire chiunque, anche quel Locke, dallo sguardo fintamente cordiale, ma molto più freddo di quanto ricordasse.


Locke:
-Hai letto, Hugo?- Lo fissò incuriosito per qualche secondo. Non sembrava impazzito. Anzi, era molto più sicuro dell'ultima volta che lo aveva visto. -Per quanto ne so il giornale del mattino non arriva sull'isola.-


Hugo:
Sapeva che quello non era il momento adatto, se doveva compiere la sua missione, il suo "destino" non poteva assolutamente perdere credibilità o autorevolezza. "Già ne ho poca..."

- E smettila con questi giochi psicologici: stiamo per esser travolti da un bel mar rosso magma e la nostra unica speranza di salvezza è la Sorgente. Hai idea di chi l'abbia spostata? Dov'è finita? Che ne hai fatto? -


Locke:
Iniziò a spazientirsi, di cosa diavolo stava parlando?! Decise di rivolgersi a Ben, sperando che almeno lui non fosse completamente fuori di testa. -Non so se questo è uno dei tuoi giochetti, ma sappi che con me non attacca. Una volta mi abbindolavi con delle scatole magiche, ora vedo che hai deciso di cambiare oggetto del tuo delirio. È meglio che mi spieghi subito perché mi hai fatto venire qui Ben, o le cose potrebbero mettersi male!-


Ben:
"Non è il caso di perdere la calma, John. È sempre stato il tuo difetto, la fretta di sapere. Gli insicuri sono così... Per quanto ti sforzi di apparire spavaldo, sono tante ancora le cose che non conosci di quest'isola."


Locke:
- Hai ragione Ben, sono tante le cose che non so. Non so ancora ad esempio, perchè non ti rassegni al fatto che questo posto non ti vuole, che sei di troppo qui, che non lo meriti! Mi hai fatto arrivare fino a qui, per farmi dire dal tuo nuovo scagnozzo che un vulcano sta per esplodere, e dobbiamo trovare una fantomatica sorgente. Il tempo degli scherzi è finito Ben, quindi smettila e dimmi cosa vuoi!-


Ben:
"Conosci la storia, John? Vuoi fare la fine degli abitanti di Pompei? Se consideri uno scherzo una cosa così concreta come un vulcano in eruzione, non so proprio come convincerti che invece un modo di fermarlo esiste. Perché il rimedio, John, quello sì che richiede un balzo di fede. C'è un luogo speciale su quest'isola, il suo cuore, dove si trova la luce degli uomini. È una sorgente, da cui tutto nasce. Jack c'è stato, prima di morire. E noi dobbiamo trovarla. Potrebbe essere a sud, non lo sappiamo, per questo chiediamo la tua collaborazione. Per quanto assurdo possa apparire, si tratta solo di rimettere un antico tappo al suo posto. Vuoi salvare questo luogo oppure no?"


Locke:
Non sapeva se Ben fosse sincero. Era impossibile capirlo. Decise di prendere tempo, per cercare di scoprire le sue intenzioni. -Mi stai chiedendo di aiutarti, perchè è possibile che questo posto, la sorgente, sia dalla mia parte dell'Isola. Ma vedi, Ben, io non potrò mai fidarmi di te. Mi hai preso in giro tante volte, e la beffa finale è stata la mia impiccagione...- Fece una pausa, poi riprese. - Ti propongo un patto. Aiuterò Hugo a trovare questo luogo, ma tu dovrai andartene. Se dici di tenere davvero a questo luogo, saprai anche che un individuo come te non dovrebbe nemmeno avvicinarsi ad una cosa del genere.- Dentro di sè iniziava a crescere l'idea che la Sorgente esistesse davvero. Forse era lì che sarebbe finito il suo cammino.- Lo farai Ben? Andrai via, per il bene dell'Isola?


Ben:
Andarsene. Non era quello che voleva qualche minuto prima, quando aveva salutato Otherville? Il desiderio di rivedere Juliet era forte. Se doveva fare un bilancio della sua esistenza sull'Isola, le sofferenze superavano di gran lunga le gioie. E la prospettiva di restare su un'Isola invasa dalla lava non era certo allettante. Era dunque giunto il momento di farsi da parte, di lasciarsi tutto alle spalle? Quel ponte che aveva difronte rappresentava forse il collegamento verso una vita nuova, più felice, o almeno più vera? Il Mostro gliel'aveva detto: Locke l'avrebbe aiutato. Ed ecco che l'occasione gli veniva servita su un piatto d'argento. Era lo stesso Locke a invitarlo. Ma non poteva scomparire così, non sarebbe stato da Benjamin Linus. Non poteva dare ragione a Locke, ammettere che non era degno di trovare la Sorgente. Doveva trattare, avere almeno qualcosa in cambio, per farlo sembrare un compromesso, non una resa.
"Non ci sperare, John. Sai anche tu che non me ne andrei mai, senza un buon motivo..."


Locke:
Questa volta il sorriso di John fu autentico, perché aveva appena fatto scacco matto. -Alan, porta qui la mia compagna di viaggio.- Subito dall'altra parte si sentì il rumore di passi che invadevano il ponte. La guardia si avvicinava sempre più a loro, mentre dietro di lei Alex, col volto rigato dalle lacrime, la seguiva senza voglia, trascinata al suo destino dalle corde che lo stesso John le aveva legato ai polsi poco tempo addietro. Guardò Ben, il suo volto sconcertato, e capì che questa volta aveva vinto. Ben era in suo potere. - Penso che tu abbia un ottimo motivo per andartene. Non vorrai perdere tua figlia... per la seconda volta?-


Ben:
"Figlio di puttana! Cosa le hai fatto? Come hai osato!"
Ben si scagliò contro Locke, ma una delle sue guardie del corpo lo bloccò in tempo. Ben era immobilizzato e adesso, per davvero, sconfitto. Ma gli sconfitti spesso nascondono una sorprendente dignità. Come quella che Ben mostrò a Locke, con queste sue parole:
"Ok, ascoltami. L'ho rapita a sua madre da neonata, ma è come se fosse mia figlia. In questi anni, è stata la mia unica ragione di vita. Perciò, è vero, non ho nessuna intenzione di perderla. Libera mia figlia e me ne andrò, nel modo che tu deciderai."
Guardò Alex fiero. Questa volta aveva fatto la cosa giusta.


Locke:
-Vedo che per una volta hai deciso di fare la cosa giusta.- Ora teneva lui per la corda Alex. Con la mano libera si sfilò lo zaino, lo aprì, ed estrasse il fagotto di tessuto nel quale aveva avvolto il trasportatore. -Ciò che sto per dirti Ben, non è una fandonia. L'oggetto che sto per darti ha il potere di trasportare le persone lontano da qui. Non so precisamente come funziona, ma se lo tocchi andrai via per sempre da questo posto.- Glielo porse. -Tieni. Salva la vita di tua figlia.-


Ben:
Quell'oggetto era uno dei soprammobili che Ben si era ritrovato in casa senza ricordarne l'esatta provenienza. Non ne conosceva la funzione e lo aveva classificato come uno dei tanti stupidi ricordi lasciati dalla DHARMA. Nella stessa misteriosa maniera era terminato nella mani di Locke, che a quanto pare, non tenendo a freno la sua innata curiosità, era riuscito ad attivarlo. Non dubitava delle sue parole. Il teletrasporto non era certo una novità per lui. Chissà se ad aspettarlo dall'altra parte del tunnel ci sarebbe stato ancora una volta il deserto tunisino. Qualunque luogo comunque poteva andar bene, pur che fosse lontano da lì. Quando girò la ruota ghiacciata, soffrì per l'abbandono. Stavolta no, era quasi sollevato. Le mani erano già posizionate sopra il marchingegno.
"Mi dispiace per te, che resti all'Inferno. Addio John."
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Re: GRUPPO 1 "PONTE" [Alex, Ben, Danielle (PNG), Hugo, Locke]

Messaggio  Hugo Reyes il Dom Apr 22, 2012 10:41 pm

"Teletrasporto?" pensava Hugo, a cui brillavano gli occhi e quel rivolo di bava era lì pendente dal suo labbro a completare quel ritratto di un uomo immerso nei suoi sogni più sfrenati.

Quel dialogo intriso di frecciatine non era il campo adatto a lui: in quel momento gli importava trovare il prossimo tassello di quel percorso che lo aveva condotto fino a quell'intricatissima situazione. Aveva bisogno di un indizio, un aiuto per capire il da farsi.

"Stupidissima Isola" pensò "e stupidissimi mangaka!"

Mentre scrutava le siepe, vide un'ombra muoversi tra gli alberi, una sagoma che riconobbe facilmente.

"Tzè, ecco quella matta della francese nel suo sport preferito: mimetizzarsi tra gli alberi con quel fucile sguain... ma... cazzo!"

I suoi pensieri si congelarono, il suo sguardo rimase fisso su di lei.

Danielle irruppe sul gruppo dall'ombra, puntando decisa il fucile su Locke.



- Lascia... andare... MIA... FIGLIA!! Brutto bastardo! -

La situazione era surreale: Ben e Locke rimasero impietriti mentre Alex spostava lo sguardo tra le 3 persone che si stavano contendendo la sua vita.

In tutto ciò, Hugo cercava con gli occhi di comunicare con quelli della francese. Lei lo guardò per un istante, una infinitesima frazione di secondo in cui gli strizzò l'occhio destro dicendogli:

"Non preoccuparti, il fucile è scarico ma loro non lo sanno. Voglio solo salvare mia figlia."

Hurley capì il suo messaggio e in quel momento i pezzi del puzzle andarono tutti al loro posto. Qualcuno a breve sarebbe dovuto morire. Ecco perchè gli era stata suggerita quella mossa.

Ecco perchè aveva dovuto caricare di nascosto il fucile della Rousseau.

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