CHARLOTTE [flashback, flashdream]

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Messaggio  Destiny il Lun Apr 23, 2012 1:03 pm

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Nigeria - Aeroporto privato

Messaggio  Charlotte Staples Lewis il Ven Mag 04, 2012 2:56 pm

Non era stato facile arrivare all'aeroporto senza farsi notare. La gente tende a notare cose come una macchina inzuppata di sangue, soprattutto quando la persona che la guida ne è ricoperta.
Il suo incontro galante con Widmore le aveva lasciato addosso ben più che qualche danno emotivo, come poté constatare osservandosi nello specchietto dell'auto.
Diagnosi: labbro inferiore spaccato, un grazioso livido violaceo che andava lentamente espandendosi sotto l'occhio sinistro, muscoli doloranti, escoriazioni da corda ad ogni estremità e, per chiudere in bellezza, sentiva ancora in bocca il saporaccio di quell'acqua putrida nella quale era quasi stata affogata. Che dire, un favoloso e movimentato weekend.
Scese dall'auto tentando inutilmente di ricomporsi, diretta verso il jet dalla luccicante armatura che l'avrebbe portata lontano da quell'essere immondo. Sapeva bene che il jet era suo, come era sua la missione che avrebbe dovuto compiere per poter salvare Daniel, ma tentava di ignorare queste “piccolezze” a beneficio di quella poca sanità mentale che ancora le rimaneva. Voleva solo andarsene, fuggire e mettere quanti più continenti possibile tra lei e quell'uomo. Al resto avrebbe pensato dopo.
Salì a bordo del jet senza neanche guardare quelle iene sorridenti che l'avevano accolta a bordo e che, dopo averle indicato il suo sedile, continuarono ad aggirarlesi intorno come sporchi e familici avvoltoi.
Il decollo fu semplice ed ordinato ed una volta in volo Charlotte ordinò al proprio corpo di rilassarsi. Il viaggio sarebbe stato lungo, passarlo stringendo psicoticamente i poggiabraccia fino a quasi sanguinarci sopra, probabilmente non era la cosa più costruttiva da fare. Si chinò ad aprire la borsa che aveva poggiato tra i piedi e ne tirò fuori due sonniferi, gli unici che fosse riuscita a rubare durante il tragitto. Li inghiottì senza pensarci due volte ed appoggiando la testa contro il finestrino, per nulla interessata dalle meraviglie che il cielo come al solito non mancava di offrire, si limitò ad attendere che le palpebre si facessero sempre più pesanti.



Dopo pochi istanti, finalmente chiuse gli occhi.
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Re: CHARLOTTE [flashback, flashdream]

Messaggio  Charlotte Staples Lewis il Ven Mag 04, 2012 5:57 pm

Sull'isola, di nuovo. Nella giungla, di nuovo. E stava fuggendo da qualcosa. Di nuovo.
Correva il più velocemente possibile, mentre passo dopo passo, radice dopo radice, qualcuno o qualcosa le si avvicinava. Non avrebbe saputo dire chi o cosa, ma sapeva di conoscerlo. Sapeva che la stava cercando. E sapeva anche che se ci fosse riuscito, l'avrebbe uccisa. Di nuovo.
Si ritrovò con lo sguardo a cercare aiuto, una via di salvezza che sembrava non solo non voler arrivare, ma tentare di nascondersi dalla sua vista. La giungla non finiva mai, più di una volta le sembrò di riconoscere uno stesso albero o uno stesso cespuglio, ma sicuramente si sbagliava, non poteva essere che un tiro mancino che la mente aveva deciso di giocarle per confonderla. In nessun modo quella dannata giungla poteva essere sempre uguale, a meno che...
Non fece in tempo a concludere quello sciocco ragionamento. Una stupida radice (tra l'altro una che le sembrava di aver visto già un paio di volte) le fece perdere l'equilibrio, mentre il tempo rallentava. Sospesa nell'aria, poteva avvertire chiaramente il lento movimento, sgraziato ma inevitabile, che l'avrebbe lanciata contro il terreno e proprio mentre i suoi muscoli si tendevano pronti al duro impatto che l'attendeva...



Non era più nella giungla.
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Re: CHARLOTTE [flashback, flashdream]

Messaggio  Charlotte Staples Lewis il Ven Mag 04, 2012 6:48 pm

Nonostante il materasso sembrasse soffice e morbido si sentiva come seduta su di una stretta e fredda tavola d'acciaio, rigida e severa, dalla quale le sue ossa sembravano non volersi muovere. Era intontita e la sfiorò il pensiero di distendersi, preda di una strana sonnolenza, non del tipo dovuto alla stanchezza, ma quel genere di torpore portato solo da una lunga inerzia. Le sembrava di aver dormito settimane, forse mesi. Nella penombra di quella lugubre stanzetta non riusciva a distinguere nulla chiaramente, poteva solo intuire di trovarsi in un cupo limbo ospedaliero.
Un limbo ospedaliero di lusso forse, vista la presenza di una tv dritta davanti al suo letto. Per di più una tv accesa.
Il suo sguardo ne fu attirato, qualcosa di familiare la colpì. C'era una donna sullo schermo, una donna che correva a perdifiato tra degli alberi, come fuggendo da qualcosa. L'ambiente le sembrava conosciuto. Quella corsa le sembrava conosciuta. E soprattutto quel viso le sembrò conosciuto. Era il suo.

"Non è male, vero?"
Un uomo le sedeva accanto, sorridendole garbatamente.



"Cosa? E tu chi diavolo sei?? E che diavolo è quello??" quasi urlò indicando il televisore.

"Amo le reazioni forti. È proprio quello cerco."

"Reazioni forti? Ma..."

"Non sforzarti cara, il tuo fisico è debilitato. Potresti soffrirne."

*Non sapeva cosa rispondere. Aveva una enorme quantità di domande da fare, ma sembravano rimanere inermi nella sua mente, senza trovare la forza per tentare di uscire.*

"È inutile parlarne, mi sembra tutto molto chiaro."

"Chiaro? Come fa ad essere chiaro?? Cinque minuti fa ero lì ed ora sono qui! Com'è possibile?"

"Oh, vedrai che la risposta prima o poi forse arriverà da sola, è inutile sforzarsi."

*Charlotte tremava. Forse per la rabbia, forse per la stanchezza o forse perché un'idea aveva iniziato a scavarle dentro, un'idea orribile..*

"Mi stai dicendo che... niente di quello che mi è successo è reale?"

*L'uomo scoppiò a ridere senza ritegno*
"Mah, chi lo sa cos'è reale o no al giorno d'oggi. Non ci sprecherei troppo tempo se fossi in te. Oggi ci sei e magari domani no, chi lo sa, quindi pensa solo a goderti il momento."

*Passi. Passi nel corridoio. Passi che si avvicinavano alla porta. Era tornato. Le sue ossa sembrarono ritrovar vita. L'uomo continuava a ridere, ma lei non aveva più tempo per le domande. In fretta scese dal letto e corse verso una porticina in fondo alla stanza.*

"È tutto inutile! Che senso ha? Da alcune cose potresti anche riuscire a fuggire, ma non da questa, soprattutto se sono io a deciderlo!" disse l'uomo continuando a ridere.
Non aveva più intenzione di aspettare. Qualsiasi cosa la stesse cercando, non si sarebbe fatta prendere tanto facilmente. Spalancò la porta e ricominciò a correre.


Ultima modifica di Charlotte Staples Lewis il Sab Mag 19, 2012 2:36 am, modificato 1 volta
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Re: CHARLOTTE [flashback, flashdream]

Messaggio  Charlotte Staples Lewis il Ven Mag 04, 2012 8:18 pm

L'oscurità la avvolgeva. Poteva ancora sentire la risata dell'uomo dietro di lei, una terribile ed onnisciente risata. Non sapeva come muoversi, in ogni direzione il buio regnava sovrano. Allungando la mano destra toccò una parete alla quale subito si attaccò, sua unica certezza nell'oscurità. Continuò lentamente ad avanzare, tastando passo dopo passo il muro. Se c'era una via d'uscita l'avrebbe trovata, anche a costo di cercarla per ore. Ed in effetti, ore sembravano essere passate mentre continuava piano piano ad andare avanti fino a che, all'improvviso, un rumore nel nulla.
La cosa era lì, dietro di lei.
Si lanciò in avanti, stando attenta il più possibile a non staccare la mano dal muro e quasi senza avere il tempo di rendersene conto, la parete non c'era più, anzi, sembrava essersi trasformata in qualcos'altro. Sembrava... stoffa.
Vi affondò dentro, muovendo freneticamente le braccia per riuscire a non soffocare. Poco dopo sbucò dall'altra parte, dove scoprì che quella non era semplice stoffa. Erano delle tende. Tende di velluto rosso. Ed erano ovunque, ma non da sole. C'erano altri tre abitanti in quella stanza. Charlotte, attenta a non farsi vedere, rimase inerme ad osservarli.



Era terrorizzata. Non capiva bene il perché, ma lo era. Si voltò e di corsa riaffondò tra le tende, sperando che nessuno l'avesse notata. Nessuno, tranne ovviamente la cosa che la stava ancora seguendo.
Poco dopo la sua mano sinistra toccò qualcosa di metallico. Sembrava una maniglia e Charlotte preda di una frenetica speranza la spinse ed al suo toccò la porta si spalancò.
Si ritrovò in uno strano locale. Sembrava di essere tornati indietro nel tempo, ma qualcosa le fece capire che non era altro che uno squallido fast-food a tema. Un posto altrettanto terribile, secondo i suoi canoni. Superò un cameriere vestito da Buddy Holly, dirigendosi verso l'uscita, mentra sembrava che stesse per iniziare una strana gara di ballo. Doveva sbrigarsi. Non appena arrivò alla porta sentì una canzone partire:



eppure, una volta passata oltre, la musica sembrò come scomparire nel nulla.
Si guardò intorno e riconobbe immediatamente dove si trovava. Era a Londra. Finalmente acquistò un po' di sicurezza. Non poteva perdersi ora, conosceva quella città come le sue tasche, niente al mondo avrebbe potuto confonderla. Nulla tranne un piccolo particolare: tutte le strade sembravano deserte.



Iniziò a spaventarsi: che diavolo era successo? Dov'erano tutti quanti? Da lontano vide un locale e lo riconobbe, ci era stata un miliardo di volte e vi si diresse per cercare qualcuno che la aiutasse, ma, aperta la porta, di nuovo tutto cambiò. Non c'erano i soliti tavoli o i soliti sgabelli, ma c'era molto altro. Sembrava un deposito, riempito fino all'orlo con ogni genere di oggetto. Iniziò ad aggirasi furtiva tra le pile e pile di mobili, tappeti e soprammobili quando notò che la temperatura aveva iniziato ad alzarsi. Piccoli rivoli di sudore le colavano dalla fronte mentre si avvicinava sempre di più alla fonte del calore: una piccola fornace dove alcuni uomini erano intenti a bruciare tutti quegli strani oggetti uno ad uno. Tra le fiamme riuscì a distinguere solo una piccola slitta di legno.



Tornò indietro, sperando di poter raggiungere un altro locale Londinese dove trovare aiuto ma, puntalmente, Londra era sparita. Si trovava in un teatro, tra le quinte, mentre sul palco una giovane quanto inquietante ballerina stava danzando un pezzo del "Lago dei Cigni". Rimase incantata ad osservarla, ma non poteva trattenersi: la cosa la stava ancora inseguendo. E si avvicinava sempre di più. Aveva un'unica scelta: continuare a correre fino a quando non avesse ritrovato la strada di casa. Peccato non indossasse nessuna dannata scarpetta rossa.


Ultima modifica di Charlotte Staples Lewis il Sab Mag 05, 2012 4:26 am, modificato 1 volta
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Re: CHARLOTTE [flashback, flashdream]

Messaggio  Charlotte Staples Lewis il Ven Mag 04, 2012 8:51 pm

Le gambe iniziavano a vaccilare, anche se mai quanto la sua speranza. Ogni volta che trovava una porta, un uscita di sicurezza, una maledetta tenda, tutto cambiava. Le sembrava di viaggiare da anni, per chilometri e chilometri e nonostante questo, la cosa era ancora dietro di lei, senza dare alcun segno di cedimento.
Era dietro di lei in un Bowling pidocchioso, mentre passava accanto a tre idioti troppo presi da una discussione su John Lennon per notare una donna in un camice d'ospedale, era dietro di lei mentre una strana donna di mezza età le chiedeva di riferire ad un certo DeMille che era pronta per il suo primo piano, era dietro di lei mentre attraversava a piedi il ponte di Brooklyn accompagnata solo dagli occhi di una coppia innamorata che la osservava da lontano seduta su una panchina, era dietro di lei mentre in un autobus, una giovane coppia di sposini scrutava spaventata il futuro, era dietro di lei mentre uno strano uomo in carrozzina vicino ad una macchina da scrivere le chiedeva di chiamare la polizia. Ed anche in quel momento, mentre in un Motel isolato ascoltava terrorizzata il suono di una doccia aperta, sovrastato da un femminile ed abominevole urlo, la cosa era lì.
"Basta", pensò, "farò un ultimo tentativo e se lui sarà ancora lì', sarà finita." Aprì la sua ultima porta: lo scenario fu più inaspettato di quanto avrebbe potuto immaginare. Era in un castello, forse medievale, in un'enorme torre. La stanza sembrava riccamente arredata, ma niente le lasciava intendere dove o "quando" si trovasse. Aveva appena notato una spilla dorata a forma di mano, quando sentì un frullio d'ali dietro di lei, si voltò e vide che sul davanzale di una piccola finestra si era appena posato un corvo. Si avvicinò e l'animale sporse il becco verso di lei, porgendole una pergamena. Nonostante la stranezza della situazione, la aprì.



Che cos'era? Che cosa significava? Aveva appena iniziato a porsi queste domande quando la cosa, finalmente, la raggiunse, spingendola con una forza disumana fuori dalla finestra, dando inizio ad un'ultima, violenta e brusca caduta senza fine. Charlotte, abbandonandosi totalmente e senza forze alla gravità, poteva perfettamente vedere il terreno avanzare veloce verso di lei. Sempre più vicino. Più vicino. Più...

"Avvertiamo i gentili passeggeri che siamo in arrivo all'aeroporto di Sidney."

Charlotte si svegliò intorpidita. Si stiracchiò, movimento doloroso che bruscamente le ricordò gli ultimi tre giorni. Non ricordava nulla di quelle 15 ore: evidentemente i sonniferi avevano adempiuto al loro compito, eppure, mentre scendeva dal jet diretta verso la sua nuova meta, senza sapere il perché, si ritrovò a pensare ai triangoli.




Elenco delle varie opere citate:
-"Kill Bill"
-"Twin Peaks"
-"Pulp Fiction"
-"28 giorni dopo"
-"Quarto Potere"
-"Black Swan"
-"Il grande Lebowski"
-"Viale del tramonto"
-"Manhattan"
-"Il laureato"
-"Misery"
-"Psyco"
-"Game of Thrones"
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Re: CHARLOTTE [flashback, flashdream]

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