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Messaggio  Destiny il Lun Apr 23, 2012 1:11 pm

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Re: KEAMY [flashback]

Messaggio  Martin Christopher Keamy il Mar Mag 08, 2012 7:28 pm

[Martin Keamy]

Martin aveva appena sparato in testa al nigeriano, ma fu troppo tardi. La pistola di quell'uomo aveva già sparato e penny stava per terra con l' addome che gli sanguinava, era stata ferita,la sua situazione era critica ma riusciva a respirare ancora, Martin era incredulo non si era accorto che uno dei nigeriani era ancora rimasto in vita, erano tutti amareggiati. Desmond che era distrutto, non riusciva a smettere di piangere, portò subito penny all' ospedale più vicino di lagos, voleva rimanere solo con penny. Martin prese la sua jeep e se ne andò a un pub nella periferia di lagos, voleva bere per dimenticare, era seduto al bancone era già il terzo scotch che si faceva, era triste ma non gli veniva da piangere perchè Martin non aveva mai quasi pianto in vita sua. la sua malinconia si interruppe quando gli iniziò a vibrare il cellulare, era un numero che non conosceva, chi poteva essere??
la telefono vibrò per circa due minuti ma Martin non rispose,non aveva voglia di parlare al telefono ,era stanco, aveva solo voglia di bere. Cinque minuti dopo arrivò un sms dallo stesso numero di prima, Martin lo aprì...

* Ciao martin,sono Eloise ho bisogno che tu mi raggiunga subito a Los Angeles al Lampione, ho del lavoro importante per te e ne frutterà anche tanti soldi, ma è necessario che non lo venga a sapere nessuno è una cosa che rimane tra me e te. *

Martin non aveva proprio bisogno di soldi, ma aveva bisogno di distrarsi dopo quello che era successo lì a Lagos e quindi gli inviò un messaggio di conferma. Passò la notte in uno squallido motel lì nella periferia di Lagos e la mattina dopo si diresse in aeroporto per prendere il volo diretto a Los Angeles. Una volta arrivato a Los Angeles prese un taxi che lo portò di fronte ad una chiesa.Martin entrò nella chiesa scese le scale che portavano ad un seminterrato ed è entrò nel Lampione. Eloise era lì che lo aspettava seduta su una poltrona che si beveva una tazza di tè...

-Eccomi Eloise che c'è di tanto urgente?

Eloise gli mostra una cartella con dentro una foto di un uomo,Enzo Valenzetti si chiamava,era un matematico sardo recluso nell'università di princeton in new jersey dalle nazioni unite nel 1962 ma ora si trovava nella sua terra natale la Sardegna. Valenzetti aveva elaborato un'equazione che predice il numero esatto di anni e mesi prima dell'estinzione dell'umanità. Eloise aveva bisogno che Martin partisse subito per l'Italia e scovasse Valenzetti e riportarlo da lei al Lampione. Eloise poi andò a prendere una valigetta contenente due milioni di dollari.

-Questi soldi li puoi prendere subito (e gli diede la valigetta) e a lavoro fatto ti darò altri due milioni. Attenzione però che sia chiaro che se accetti questo lavoro non lavorerai più per Charles Widmore ma per ME!

Martin con un gesto compiaciuto accettò il lavoro e si prese la valigetta:

-Rimarremo in contatto telefonico.

Disse Martin,poi con un cenno salutò Eloise e uscì dalla chiesa, Prese il cellulare e chiamò il Los Angeles international airport e prenotò il primo volo disponibile per l'Italia. Erano le 11 del mattino e l'Aereo partiva alle 9 di sera. Martin era stanco non era riuscito a dormire durante il viaggio da Lagos quindi chiamò un taxi e si diresse verso il suo attico per posare i soldi e dormire due orette. Dopo aver dormito, si fece una doccia, si cambiò e si diresse verso l'aeroporto lasciando la sua pistola a casa perchè non la poteva portare con sè. Dopo otto ore di volo era arrivato a Roma,cambiò i dollari che aveva in euro e da lì si diresse al porto di civitavecchia e prese il traghetto per la sardegna. una volta arrivato nella terra natale di Valenzetti chiamò Eloise per essere aggiornato sul da farsi. La prossima tappa era la periferia di Cagliari, era lì che l'ultima volta era stato avvistato, affittò un suv e si diresse lì. Era complicato cercare una persona che in pochi sapevano l'esistenza, inizio a chiedere alla gente del posto ma nessuno gli rispondeva, forse perchè non lo conoscevano o forse perchè non sapevano l'inglese. Si era fatta notte e Martin decise di trascorrere la notte in macchina, era scomodo,non riusciva a prendere sonno, e faceva molto freddo allora andò al bar del paese che era ancora aperto,ordinò una tequila e mostrò al barman una foto di Valenzetti, il barman fece cenno di non conoscerlo ma una volta mostratogli un rotolo da pezzi da cinquanta euro, la memoria gli tornò in mente e su un fazzoletto di carta gli scrisse la via con il civico dove si era nascosto. Il mattino successivo andò a vedere dove si era nascosto Valenzetti, l'abitazione era circondata da uomini armati, gli era venuta voce che qualcuno lo cercava e anzichè scappare aveva assoldato degli uomini per proteggersi, erano una mezza dozzina,tutti armati di fucile. Dopo aver anche Martin assoldato due uomini del paese andò dal rivenditore per comprarsi un ak 47 e due granate e si appostò nell'edificio di fronte, prima di iniziare l'attacco voleva vedere se gli uomini di Valenzetti erano professionisti o giocavano soltanto a fare la guerra. Erano principianti,lo si vedeva da come impugnavano l'arma, forse la maggior parte di loro non aveva neanche ucciso nessuno. Martin lanciò la prima granata, che esplose uccidendo due persone, gli uomini di valenzetti incominciarono a sparare a casaccio, non avevano idea da dove venisse la granata, erano storditi e avevano paura, Martin caricò il suo ak e sparò dritto in testa ad un altro uomo, erano rimasti in tre, lanciò la seconda granata facendo saltare una gamba ad un altro uomo,
mentre un uomo cercava di fare fuoco di copertura un altro uomo si stava caricando l'uomo ferito sulle spalle ma Martin in due secondi espose solo la mitragliatrice e sparò una raffica di colpi all' uomo che aveva sulle spalle il ferito uccidendoli tutti e due. un uomo solo sperava Martin da Valenzetti e si era riparato molto bene, Martin ordinò ai due uomini che aveva assoldato (che fin'ora avevano fatto solo casino) di fare fuoco di copertura mentre Martin scendeva dall' edificio e aggirava il bersaglio, una volta aggirato si trovò dietro all' ultimo uomo che era rimasto, quell'uomo non si era accorto di Martin, teneva forte il fucile, aveva troppa paura,stava piangendo e imprecando, Martin prese un coltello e nell' arco di due secondi lo sgozzò. Martin e i due uomini salirono le scale dell abitazione e sfondarono la porta della stanza dove si era chiuso valenzetti.

-Eccoti qua.

Martin diede un colpo alla testa a Valenzetti con il calcio del fucile che cadde a terra privo di sensi, lo lego e imbavagliò dopodichè si fece dare i fucili dai due uomini che aveva assoldato e gli sparò,uccidendoli. Non voleva che qualcuno potesse risalire a lui come per esempio Chales Widmore, caricò Valenzetti dentro il bagagliaio della sua auto e si diresse verso un piccolo aeroporto là vicino, Eloise gli aveva lasciato un aereo privato con un pilota, caricò i l'uomo sull'aereo e si diresse a Los Angeles, con un auto che era lì ad aspettarlo Martin si diresse verso il Lampione assieme ad Enzo Valenzetti. Arrivati al Lampione:

- Ecco Eloise, questo è il pacco che aspettavi. Ora voglio la mia parte.

Eloise tirò fuori un'altra valigetta e gliela diede a Martin.




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Martin Christopher Keamy

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