GRUPPO 7 "ISOLA" [Isabella, Locke]

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Messaggio  Destiny il Ven Giu 08, 2012 11:49 am

Spoiler:

Introduzione: Dopo essersi liberato di Ben, Locke lascia Danielle sulla scena del delitto e invita Hugo (pure lui corroso dai sensi di colpa per aver caricato il fucile della francese) a proseguire la ricerca della fonte. Ll vulcano nel frattempo erutta spaventosamente. Hugo trova un'altra indicazione dal fumetto: la mappa per arrivare alla fonte. Per paura di ripetere gli stessi errori compiuti con la Rousseau, Hugo esce allo scoperto e mostra il fumetto a John, spiegandogli che è maledetto e che non va assecondato. Constatata la drammaticità della situazione e la precarietà di Hugo, Locke lo convincerà che il suo compito sull'isola è finito e che la cosa migliore per lui è mettersi in salvo, andandosene col trasportatore.
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Re: GRUPPO 7 "ISOLA" [Isabella, Locke]

Messaggio  John Locke il Sab Giu 16, 2012 11:38 pm

Non aveva importanza il caldo. La gradazione, più alta ad ogni metro percorso, non sarebbe stata un problema. E non lo sarebbe stata perchè il John Locke che si dirigeva al cratere del vulcano era immortale. Non nel corpo ovviamente, ma nella mente. Se una barriera di fuoco gli si fosse posta davanti, avrebbe pensato di poterla attraversare. Se il fumo nero in persona avesse cercato di ostacolarlo, non sarebbe scappato, ma gli avrebbe sorriso, prima di gettarcisi contro. Quanti canali aveva attraversato, prima di trovare quello giusto... quello che lo avrebbe finalmente portato alla conclusione, sfociando nel mare aperto. Forse vivo, forse no, avrebbe comunque messo la parola fine alla sua storia, e l'avrebbe fatto sulla sua isola. Comunque sarebbe andata, John Locke aveva già vinto.



Non poteva più appoggiarsi alle rocce per scalare il vulcano, poichè erano incandescenti, e le stesse suole iniziavano a puzzare di plastica bruciata. Ma ormai pochi metri lo distanziavano dalla cima. Se fosse eruttato in quel momento, la lava lo avrebbe sommerso in un istante, ma John sapeva che non sarebbe successo. Era ormai sospinto da una visione deterministica del suo universo, per la quale non era ancora venuta la sua fine, almeno non prima di aver gettato quell'arnese nel vulcano. Quando arrivò al cratere la testa iniziava a dolere per il caldo eccessivo, e aveva l'impressione che le sopracciglia stessero per prendere fuoco da un momento all'altro. Ovviamente non potè avvicinarsi eccessivamente, ma anche da lì si vedeva già qualche zampillo di lava che sussultava, sospingendosi quasi oltre il bordo del cratere. Con il fare di un giocatore di baseball, caricò col braccio piegato, prima di lanciare l'oggetto, ancora avvolto nel suo panno di flanella, nel grande cerchio di fuoco. Il bersaglio, tutt'altro che difficile, fu centrato in pieno. Il trasportatore non esisteva più. John non avrebbe mai lasciato l'isola.
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Re: GRUPPO 7 "ISOLA" [Isabella, Locke]

Messaggio  John Locke il Mar Giu 19, 2012 7:24 pm

E poi John la vide. Il tempo sembrò fermarsi. La donna era pallida di carnagione, con i capelli e gli occhi tinti di un nero profondo. Indossava un lungo abito bianco, appartenente sicuramente ad un epoca antica. -Ciao John- Avrebbe voluto rispondere al saluto, ma era troppo impegnato ad essere sconvolto e incredulo. La donna sembrò comprendere le sue preoccupazioni. - Purtroppo non abbiamo il tempo per le spiegazioni.- Si avvicinò lentamente a lui e gli prese la mano. John non esitò nel lasciarsi andare alla sua guida tranquilla e solida, pur avendo notato nel volto della donna una sensazione di disagio. Camminarono a lungo all'interno della foresta. John, nonostante avesse voluto chiedere alla donna dove lo stesse conducendo, preferì evitare le domande e limitarsi ad un silenzio rispettoso, in virtù della netta sensazione che quella situazione faceva parte del corso degli eventi. Era quasi come se John avesse pedalato per anni in salita, ma ora che aveva raggiunto il picco potesse procedere in discesa per inerzia... non doveva far altro che farsi "trasportare" dagli eventi, e tutto sarebbe andato per il meglio.

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Re: GRUPPO 7 "ISOLA" [Isabella, Locke]

Messaggio  John Locke il Mar Giu 19, 2012 11:15 pm

-Hai mai fatto degli errori John?- Di colpo la donna si era fermata, e senza voltarsi aveva pronunciato quelle parole.
-Certo che ho fatto errori, chi non ne ha mai fatti?-
A questo punto la donna si voltò, con un sorriso amaro sul volto, che a John ricordò la sua madre dalla mente malata. Scacciò quel pensiero.
-Sono contenta che la pensi così, perchè io ho commesso un errore, un errore grave. Ho permesso che la creatura che voi chiamate "il mostro di fumo nero" riuscisse nel suo intento, ed ora l'isola è in pericolo-
A quelle parole John non diede segni di stupore, ma solo perchè voleva saperne di più.
-Hai un bicchiere nello zaino?- Quella si che era una domanda strana, anche per lei. Ma anche questa volta John rispose con tranquillità. -Si ce l'ho qui nello zaino.-
-Allora prendilo John, e seguimi- La donna andò avanti verso un piccolo ruscello a cui John fino a quel momento non aveva dato importanza. Arrivati davanti alle piccole onde scroscianti, la donna si accovacciò, e sussurrando delle parole incomprensibili si bagnò le mani e le strofinò tra di loro. Poi si fece dare il bicchiere, e lo riempì d'acqua.
-Bevilo tutto- Gli porse il cilindro di latta, e John senza esitare mandò giù tutta quella che non sembrava altro che acqua di fiume. E infatti, seppure il tutto era sembrato un rito spirituale, non si sentiva diverso. La donna ora sorrideva di nuovo. -Ora, John Locke, sei il protettore di quest'isola. Percorri un miglio a nord e poi guarda verso sinistra, a quel punto saprai cosa devi fare. Ma devi sbrigarti John, il tappo è stato rimosso e tra poco non ci sarà più niente da proteggere- John conosceva bene quell'area dell'isola, e sapeva che nel posto indicato non c'era altro che un accumulo di massi tra gli alberi. Si girò nella direzione indicata.
-Ma non c'è niente ad un miglio verso nord, e poi quale tappo dovrei...- Si era voltato per concludere la frase, ma stava parlando al vento. La donna era scomparsa senza lasciare traccia, e lui era rimasto lì da solo, col bicchiere in una mano, e l'altra che ora si massaggiava la testa, nell'intenzione di stimolare il cervello per connettere le informazioni tra loro. Ma era inutile cercare una spiegazione all'accaduto. A quanto pareva doveva soltanto seguire le indicazioni dategli. Si mise in marcia, chiedendosi se sarebbe stato all'altezza...
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Re: GRUPPO 7 "ISOLA" [Isabella, Locke]

Messaggio  John Locke il Mar Giu 19, 2012 11:53 pm

Un miglio esatto. John guardò verso sinistra, e dovette trattenersi dall'imprecare per lo stupore.



Era un tipo di luce che non aveva niente a che fare con quelle che un essere umano vede nell'arco della propria esistenza. Era come se lo chiamasse a se, ed i riflessi dorati nell'acqua, che inesorabilmente finivano nella piccola cascata all'interno della grotta, rendevano quel posto mistico di una bellezza sconvolgente. Era così, dopo anni era arrivato al cuore dell'isola. Una piccola lacrima scese inaspettatamente dall'occhio sinistro, e John se la asciugò subito, come se non volesse farsi vedere troppo emozionato dall'isola stessa. Ma un boato improvviso rovinò quel momento meraviglioso. Il vulcano aveva iniziato a rigettare lava a più non posso, e la terra ora non smetteva di tremare. Si fece coraggio, ed entrò all'interno di quella luce sfolgorante. Prese la corda dallo zaino, e con scioltezza si calò giù per la cascata. Sapeva che il magma ormai aveva iniziato a ricoprire l'isola, e sarebbe stata una questione di minuti prima che tutte e due le parti fossero completamente sommerse. L'acqua che gli finiva sul volto non gli permetteva di vedere bene, ma quando toccò il suolo e si scansò dal getto della cascata, potè ammirare il luogo dove il potere dell'isola aveva inizio.



La stanza, scavata nella roccia, aveva nel mezzo una specie di vasca, con al centro un buco, dal quale proveniva una luce arancione molto intensa. Scese nell'incavatura, e lì si accorse che per quel buco c'era un tappo della stessa misura, quello a cui si riferiva la donna, che era stato rimosso e ora giaceva in terra. John immediatamente si fiondò su di esso, e con tutta la forza che aveva lo sollevò. Nonostante il peso notevole dell'oggetto. riuscì a trascinarlo, e con un ultimo sforzo a spingerlo nel buco. La terra però continuava a tremare, e i borbottii infuocati del vulcano erano gli stessi di poco prima. Sconsolato, John iniziò a percuotere con forza la roccia che avrebbe dovuto salvare l'isola. -Andiamo! Andiamo!- Batteva i pugni e urlava, ma sembrava non servire a nulla...
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