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Messaggio  Destiny il Mer Giu 27, 2012 2:45 pm

Premessa

Continua la marcia silenziosa nei sotterranei. Kate, Charlotte e Sun sono ormai consapevoli di trovarsi in Egitto. Keamy, Bea e Juliet cercano disperati una via d'uscita. Tutti loro fanno affidamento solo sulla fortuna e sull'istinto, non avendo nessuna possibilità di orientarsi all'interno del labirinto.
Ma poi, ciascun gruppo trova una porta, ancora una. Ognuno una diversa. Decidono di tentare ancora e di aprirla, nello stesso momento in cui il gruppo di Jack decide di aprire quella che si trova in fondo alla stanza segreta di Cheope.
Intanto, alle spalle di Charlotte compare improvvisamente Daniel, arrivato fin lì, lasciandosi guidare solo da una melodia. Infine, li raggiunge Hugo, che , dopo aver usato il trasportatore, si è ritrovato proprio nei sotterranei, in prossimità di una delle porte.

Tutti si ritrovano nello stesso posto e nello stesso momento. Davanti a loro, al centro della stanza, un uomo con una tunica bianca sta tessendo un arazzo con il suo telaio: Jacob interrompe il suo lavoro e sorride ai nuovi arrivati.
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JACOB

Messaggio  Jacob Lost il Ven Giu 29, 2012 12:33 am

Jacob guardò i 16 davanti a sé. Erano sopravvissuti a mirabili avventure, avevano superato prove di ogni genere per giungere, attraverso strade diverse, esattamente in quel luogo e in quel momento. Si trovavano nella culla della civiltà, dove lui li aveva guidati, attraverso i sogni. Non tutti ce l'avevano fatta, chi per mancanza di fede, chi per troppa ambizione o per semplice sfortuna. Del resto Jacob aveva massimo rispetto della libertà degli uomini per interferire nelle loro scelte finali.


Nel gruppo si era sparsa la voce. Jack, Kate e Hugo avevano sussurrato agli altri che colui che avevano di fronte era proprio Jacob, la mistica figura che li aveva portati sull'Isola, per poi scomparire. Ora meritavano una spiegazione, che non solo rispondesse ai loro molteplici interrogativi, ma che desse un senso forse definitivo alle loro complicate esistenze.

Jacob: Non so proprio da dove iniziare.
Hugo: Che ne dici del perché questa volta ci hai riuniti qui?
Jacob: Riunirvi. È proprio questo il punto. Mio fratello, quello che voi chiamate “Il Mostro”, ha fatto di tutto per allontanarvi dall’Isola, per prenderne il controllo. Proprio ora, mentre siamo qui, John Locke sta compiendo l’ultimo sacrificio. Non potrete più tornare. Ma non importa. L’Isola non ha più bisogno di protezione. Eravate fragili, infelici. Eravate soli. Avevate bisogno di un luogo dove perdervi, per ritrovarvi. Vi è stato difficile rinunciare ai pregiudizi, convivere con la vostra imperfezione, condividere le vostre debolezze. Ma ci siete riusciti, lottando, soffrendo, compiendo scelte difficili, mettendovi in gioco. Avete tirato fuori il meglio della vostra umanità e per questo oggi potete tornare a vivere, liberi. Siete diventati, tutti voi, i Protettori della Luce. Essa non risiede più in una grotta di un’isola sperduta, ma prospera in voi e in ciò che rappresentate l’uno per l’altro. Non avete più bisogno neanche di me. Grazie a voi, anch’io ho rimediato ai miei sbagli. Rimanete uniti, è l’unica cosa che conta. Siete il progresso.

Indicò loro la via, questa volta una semplice uscita. Poi svanì. Jacob era andato avanti.
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DANIEL

Messaggio  Daniel Faraday il Ven Giu 29, 2012 4:33 pm



Quelle parole toccarono Daniel particolarmente. Era come se Jacob si fosse rivolto proprio a lui. A lui che fino a poche ore prima era ferito, nel corpo e nell'anima, e credeva di aver perso tutto, ma che, in un'improvvisa corsa verso un insperato lieto fine, era riuscito dapprima a chiarire con la madre le troppe incomprensioni che li avevano divisi e infine a riunirsi con la donna tanto amata. Quelle parole erano un dolce canto per le sue orecchie. Gli sussurravano che gli ostacoli erano svaniti. Lo assicuravano che il futuro gli apparteneva e che non sarebbe stato mai più solo, come quegli anni in Massachusetts.


Non c'era da andare tanto lontano con l'immaginazione. I suoi sogni erano tutti lì, materializzati in una rossa dagli occhi celesti. Non c'era spazio per nessun ragionamento scientifico in grado d'interpretare, anche lontanamente, quella manifestazione sovrannaturale. Accettò il mistero, come mai aveva fatto nella sua vita. Tutto ad un tratto, aveva imparato ad essere felice. Strinse forte Charlotte a sé, chiuse gli occhi.


Alla prima occasione, fecero l'amore.

_________________
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Messaggio  Sun Hwa Kwon il Lun Lug 02, 2012 4:32 pm

Quell'uomo appena svanito era la 'ricompensa' per tutte le sue azioni,buone o cattive,che aveva compiuto prima di arrivare lì?
Aveva trascinato i suoi compagni in quel posto per lui?Aveva tradito,mentito e raggirato tutti per cosa?Un breve discorso sulla loro infelicità e la totale incapacità di cambiare la situazione?
Con un'espressione di disgusto sul volto e la morte nel cuore,Sun stava per andarsene via di lì per sempre ma,un attimo prima di voltare le spalle,i suoi occhi incrociarono quelli di Jin....
Non l'aveva ancora visto,forse quel discorso l'aveva interessata più di quanto credesse,quindi,lentamente,si diresse verso il suo unico,vero amore....Lo raggiunse,gli prese il viso fra le mani,gli sorrise in silenzio,lo baciò appassionatamente,quasi non lo vedesse da anni,senza curarsi minimamente di coloro che li circondavano....
Poi lo prese per mano,lo fissò negli occhi e pronunciò una sola parola...'Andiamocene'
Jin annuì,come se avesse compreso tutto quello che la sua donna aveva nel cuore,baciò la mano che stringeva la sua e si incamminarono....
Sun si sentiva più forte con lui,quasi felice accanto al suo Jin,non si poneva domande,non si dava risposte,non si chiedeva come fosse apparso lì,sapeva solo che ora era con lei,tutto sarebbe andato a posto...




Pochi passi,superate alcune sagome dei loro compagni,nemmeno guardati i loro volti.....un dolore lacerante al bassoventre....Sun si piegò un momento ma si fece forza,continò a camminare....
Ancora pochi passi ed ecco un secondo colpo,di nuovo nello stesso punto,dieci volte più forte....Sun dovette inginocchiarsi,non riusciva a camminare,tutto intorno a lei ruotava vorticosamente...
Forse era a terra,vedeva intorno persone agitate,confuse,o nessuno era lì con loro,non distingueva quasi nulla....
Un secondo dopo si sentì innondare da un liquido caldo,tutti i pantaloni zuppi.....con le ultime forze alzò una mano e la vide completamente coperta di sangue....
Chissà da quanto era incinta e non se n'era accorta,così certa che non potesse mai più succedere fuori dall'isola....
Ecco la punizione tremenda....morire in quel luogo per mano della sua bambina....
Si lasciò andare al suo destino,chiuse gli occhi coperti di lacrime e spirò...

Jin stringeva il corpo ormai senza vita di Sun,piangeva,si disperava per non aver potuto far nulla per salvarla....
La sua mente miseramente meschina,travolta dagli eventi,non poteva comprendere....
Sua moglie e sua figlia erano finalmente libere....


Ultima modifica di Sun Hwa Kwon il Lun Ago 13, 2012 11:59 pm, modificato 2 volte
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Re: PIRAMIDE DI CHEOPE, CAMERA SEGRETA [Ana Lucia, Bea, Charlie, Charlotte, Claire, Daniel, Jack, Jin, Juliet, Kate, Keamy, Naomi, Sayid, Sun, Aaron (PNG), Hugo (PNG), Jacob (PNG)]

Messaggio  Charlie Pace il Mer Lug 04, 2012 2:13 pm

Le parole di Jacob lo avevano colpito come mai altre lo avevano fatto, le sentiva sue, così vere, così toccanti, così gratificanti. Era con tante persone in quella stanza, ma per un istante si sentì solo, isolato da tutti, perchè quel momento riguardava solo lui. Scoppiò a piangere, lacrime di gioia, un pianto di sfogo che durò pochi secondi. Secondi in cui rivide la propria vita, alcuni flash, pochi ne bastavano.









Tornò nella stanza, insieme agli altri, Jacob era sparito. Diede una pacca sulla spalla a Jack, entrato per primo insieme a lui nella stanza, che era al suo fianco durante il discorso, si voltò e si diresse verso Claire, che teneva in braccio un tranquillo Aaron, rimasta un po' indietro. Diede un veloce sguardo alla stanza, c'era Kate, c'erano Jin e Sun, c'era il suo amico Hugo che non vedeva da tanto tempo, c'erano anche persone che non conosceva. Altri mancavano, Boone e Shannon, i due fratelli con cui aveva condiviso tante avventure, Desmond, Sawyer, Locke. Non lo odiava più, provava compassione per quell'uomo adesso, ma presto se ne sarebbe dimenticato, per sempre.

Raggiunse Claire. -È tutto finito.- Le disse con voce commossa ma con un sorriso sul volto, si baciarono delicatamente, poi accarezzò la testa di Aaron e uscirono dalla piramide.

FINE

Epilogo
-Papà siamo in ritardo, la signorina Holden mi sgriderà, ieri ha dato una nota a Luke perchè è entrato dopo la campanella.
-Stai tranquillo, Aaron, sei mai arrivato in ritardo?
-No, ma...
-E non succederà nemmeno oggi, forse. *disse Charlie fingendo di essere preoccupato, Aaron lo notò e con sguardo corrucciato replicò*
-Perchè non mi porta mamma a scuola?!
-Lo sai, lei deve portare la tua sorellina all'asilo.
-Uffa!

Arrivarono davanti al giardino della scuola, Charlie fermò la macchina, scompigliò i capelli del piccolo Aaron che si slacciò la cintura, aprì la portiera e scese dalla macchina. Si rassegnò a salutare il dispettoso padre che ricambiò dolcemente il saluto.

Ripartì lentamente diretto al lavoro, era un normale impiegato adesso, la chitarra la suonava ancora però. Viveva a Los Angeles con Claire da otto anni ormai, due anni prima avevano avuto una figlia, Christina. Charlie era felice.
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Re: PIRAMIDE DI CHEOPE, CAMERA SEGRETA [Ana Lucia, Bea, Charlie, Charlotte, Claire, Daniel, Jack, Jin, Juliet, Kate, Keamy, Naomi, Sayid, Sun, Aaron (PNG), Hugo (PNG), Jacob (PNG)]

Messaggio  Bea Klugh il Ven Lug 06, 2012 8:11 pm


*I mormorii intorno a lei erano chiari, l'uomo di fronte a loro è Jacob. Ha una lieve sensazione di mancamento, forse è l'aria rarefatta oppure è la consapevolezza che Ben aveva ragione, quell'uomo esisteva davvero. Aveva sentito invocare quel nome migliaia di volte ma era convinta che fosse tutta un'invenzione, una scusa, un pretesto di Ben, per giustificare le loro azioni riprovevoli*

NON POTRETE PIU' TORNARE

*Si può sentire la gioia delle persone che la circondano, gente che piange, gente che ride, una giovane donna si gira verso di lei e le sorride, è raggiante, purtroppo l'unica risposta che riceve è un sorriso sforzato*

NON POTRETE PIU' TORNARE

*La coppia coreana si allontana dal gruppo verso quella che Jacob ha indicato come l'uscita. L'invidia nei loro confronti cresce sempre di più, vivranno insieme una vita felice e piena d'amore, cosa che lei sicuramente non avrà mai*

NON POTRETE PIU' TORNARE

*Un dolore reale la costringe a stringersi il petto, lo stomaco le si chiude e il respiro è sempre più faticoso. E' una sensazione provata solo una volta in tutta la sua vita, dopo la morte di sua madre, si allontana dal gruppo e si appoggia ad una parete*

NON POTRETE PIU' TORNARE

-Che sia questo il sentimento che tanto invidio agli altri? Che sia questo quello che si prova per un amore infinito? Che sia questo che porta la gente a fare pazzie?-
*Non sa darsi una risposta, sa solo che quelle parole continuano a tormentarla*

NON POTRETE PIU' TORNARE

*Quell'isola che tanto ha odiato ora le fa provare tutto questo*
-Voglio tornare- *Il dolore è forte e non c'è modo di fermarlo* -Non rivedrò mai più la mia isola!!-
*Scaglia un pugno rabbioso sulla parete, quando discosta la mano nota un'incisione sporca del sangue che scorre dalle sue nocche.



*La decisione è presa! Estrae il pugnale che porta al polpaccio, temporeggia per qualche secondo, ha paura, ha molta paura*
-Sarà la decisione giusta??- *Le lacrime iniziano a sgorgare come un fiume in piena*
-Non so se ne sono capace!!- *Cerca di parlare tra i singhiozzi, si sfoga per alcuni minuti poi sembra ritrovare la sua solita imperturbabilità e la sua forza di volontà prende il sopravvento*
-E' l'unica cosa da fare....-

*Si pianta con decisione il pugnale nel cuore. Le gambe cedono, il dolore lancinante lascia presto spazio ad una sensazione di stordimento, il sangue sgorga copioso dalla ferita, il suo corpo è accasciato a terra, ormai è questione di attimi.
Una luce viola accecante la infastidisce, con le ultime forze alza la mano destra cercando di coprirsi gli occhi e inaspettatamente non fa nessuna fatica, il dolore è passato e la luce, lentamente, si sta affievolendo rendendo sempre più nitida la figura davanti a lei. Ecco il paradiso*



ADDIO MONDO... BUONGIORNO ISOLA, SONO TORNATA..... PER SEMPRE!!!
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Messaggio  Charlotte Staples Lewis il Dom Lug 08, 2012 3:12 pm

Distesa sul pavimento del bagno ascoltava sommessamente il rumore proveniente dalla stanza accanto: il leggero respiro di Daniel, ancora profondamente addormentato. Era lì da ormai venti minuti, eppure non riusciva a rialzarsi, inchiodata a terra dalle proprie lacrime. Non poteva smettere di piangere. E di ridere. Semplicemente non poteva, il proprio corpo glielo impediva con tutte le sue forze, scosso dai continui tremiti.
Ce l'aveva fatta. Ce l'avevano fatta. Tutto era finito, era libera, libera di dare la propria vita per provare a sé stessa che poteva davvero amare qualcuno. Era questo che le era sempre mancato: non l'avventura, non la scoperta, non gli enigmi, ma sapere che poteva amare qualcuno. Completamente e totalmente, permanentemente e senza speranza di ricompensa, solo come un atto di volontà. Avrebbe amato qualcuno.
Asciugandosi le lacrime, sussurrò semplicemente: "Grazie".
Si rialzò, raggiungendo Daniel che, ormai sveglio, si era seduto sul letto ed aveva acceso la tv. Si avvicinò fino a sedersi accanto a lui, lo baciò delicatamente e sorridendogli si perse nel suo abbraccio, sapendo che, finalmente, semplicemente desiderandolo, quel momento sarebbe potuto non finire mai.

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Messaggio  Jack Shephard il Dom Lug 08, 2012 3:52 pm



"Vi è stato difficile rinunciare ai pregiudizi, convivere con la vostra imperfezione, condividere le vostre debolezze..."

Le parole proferite da Jacob lo colpirono in pieno,come un pugno nello stomaco.Questo percorso aveva messo in luce tutti i dubbi e le insicurezze che Jack aveva.Aveva scavato dentro di sè,e per la prima volta le aveva affrontate.Ed aveva un solo modo per lasciarsele alle spalle ed andare avanti.Raggiungere quell'obiettivo,per il quale avrebbe dato anche la vita.
E ci era riuscito.Jacob aveva appena parlato davanti a tutti loro,e Jack era felice,come mai lo era stato prima.

Poi si voltò lentamente.E la vide...lei...bellissima.



Certe emozioni non le puoi descrivere.Ti esplodono dentro e tu non puoi fare a meno di cedere e lasciarle libere di impadronirsi di te.
Si avvicinò lentamente verso di lei,con una carezza le scostò i capelli...e la baciò



Poi le sussurrò

"Rimanete uniti, è l’unica cosa che conta"

La frase che Jacob aveva detto poco prima.

Jack era cambiato,era un altro uomo,sicuramente reso migliore da questa esperienza,strana,difficile,ma sicuramente magnifica.L'avrebbe voluta accanto a lui per sempre.Le prese dolcemente la mano e gli sorrise.

"Andiamo"

Erano liberi.Insieme.

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Messaggio  Martin Christopher Keamy il Dom Lug 08, 2012 4:07 pm

Martin si era commosso alle parole di Jacob, i suoi occhi erano lucidi, uscì un attimo dalla stanza per cercare di riprendersi, non si voleva far vedere dagli altri in quello stato, lui era una persona forte e non voleva che gli altri lo reputassero una persona fragile. Quelle parole gli fecero tornare in mente tutte le atrocità che aveva compiuto in passato ma non se ne vergognava per ciò che aveva fatto perché uccidere era nella sua natura e non ci poteva fare nulla, uccidere gli dava un senso di piacere che nessun altra cosa gli poteva dare.
Le esperienze che aveva avuto con gran parte delle persone dentro a quella stanza però lo avevano cambiato in meglio, aveva legato molto con alcune persone, non era più obbligato a fare la parte del cattivo, aveva voglia di ricominciare una nuova vita, di essere un'altra persona quella che avrebbe voluto essere e non quella che la vita gli aveva riservato, e si voleva far accettare da tutti dentro quella stanza e per farlo doveva rientrare nella stanza e uscire da quella porta insieme agli altri. La decisione l'aveva già presa ma si volle concedere ancora qualche minuto per lasciarsi alle spalle la vita precedente, tirò fuori la sua amata pistola e dopo averla guardata per qualche secondo la lasciò lì, nella nuova vita non ne aveva più bisogno, fece un respiro profondo, si risistemò il viso, rientrò nella stanza e con un sorriso si avviò verso la porta.






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Messaggio  Sayid Jarrah il Dom Lug 08, 2012 6:33 pm

Finiva tutto così? Tutti i patimenti, le lacrime, le gioie, i pericoli, i morti. La fine di questa avventura pareva davvero strana: qualcosa ora appariva straordinariamente più chiara, anche minuziosa, ma su altre cose invece sembrava che Jacob ci fosse passato sopra senza notarle neppure, come ad esempio lo spazio ed il tempo. Un po' come se fosse stato tutto un sogno, un sogno che nasce non dalla ragione, ma dal desiderio, non dalla testa, ma dal cuore. Certo è che in sogno accadono cose del tutto incomprensibili. Sayid, ad esempio, aveva perso il suo amore e ancora qualche volta continuava a sognarlo e durante tutto lo svolgimento del sogno, era pienamente cosciente che Nadia era morta e sepolta. E va bene, ammettiamolo pure, questo non era un sogno, era tutto vero, era la vita reale. Ma questa vita che viene tanto esaltata, Sayid spesso voleva finirla suicidandosi. E Jacob, il suo sogno, il suo cuore gli avevano indicato una vita nuova. Sayid uscì fuori dalla piramide con alta fantasia di quello che sarebbe stato d'ora in avanti, e già volgeva il suo desiderio con lo sguardo verso il cielo. Poi la vide arrivare, avvolta da una fascio luminoso, si avvicinava come una foglia che è mossa dal vento, così come l'amore che muove il sole e le altre stelle.
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Messaggio  Kate Austen il Dom Lug 08, 2012 9:38 pm

Non ricordava più che rumore facesse, che sensazione provocasse, che aspetto avesse. Perché il suo sorriso si era nascosto per troppo tempo.

Ma in quella stanza vide tutti quei sorrisi che le erano mancati, tutti quelli importanti e fu inevitabile aggiungere il suo. Era così dolce il rumore del sorriso.
C'era tutto, lì dentro. Le persone giuste, le parole adatte, le emozioni attese, ogni cosa. Persone e parole, bastavano. C'era voluto Jacob ed un viaggio al buio per capirlo. Ma adesso lo vedeva. Riusciva a scorgere, davanti a lei, ogni forma d'amore che la sua vita avesse mai conosciuto, ogni ricordo importante, ogni frammento significativo. Tranne uno, forse, ma quello l'avrebbe accompagnata per sempre in altri modi.

Poi lui si avvicinò e tutto ciò che successe dopo fu naturale e perfetto.
Il dolore passato ed il male affrontato non svanirono come per magia, né grazie alle parole di Jacob, né grazie a quel bacio. Ma era finalmente pronta.

"Rimanete uniti, è l’unica cosa che conta. Andiamo."

Il lieto fine non è mai come te lo aspetti. Non c'erano tramonti, fiori o violini; non c'erano frasi d'amore urlate alla finestra o baci sotto la pioggia; non c'era nessuna garanzia di felicità eterna. Ma questo lo rese perfetto agli occhi di chi, come loro, fu in grado di riconoscerlo. Per quella fine, o quell'inizio, avevano pagato un prezzo troppo alto per pensare di sprecarlo.
Fece solo un cenno con la testa. Avrebbe tentato, stavolta senza fallire, di imparare a vivere senza scappare: dai problemi, dall'amore, dalla vita stessa. Dalla felicità, soprattutto.
Forse per sempre, forse per un secolo o forse solo per un attimo.

Strinse la mano di Jack e ricambiò il sorriso.
Si incamminarono verso l'uscita.
Erano liberi. Insieme. Forse per sempre, forse per un secolo o, forse, solo per quell'attimo.


Ultima modifica di Kate Austen il Dom Lug 08, 2012 10:57 pm, modificato 1 volta
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Messaggio  Claire Littleton il Dom Lug 08, 2012 10:38 pm

In quella stanza con accanto le persone che per lei avevano significato molto e fatto praticamente di tutto risuonavano solo le parole di Jacob. Ognuno le analizzava a modo suo, ognuno pensava alle sue cose ma un sorriso li accomunava. Erano felici,sereni ma soprattutto liberi. E forse lo sarebbero stati per sempre.

Un nuovo inizio era all’orizzonte. Claire era pronta per questa nuova vita che le era stata offerta e pochi flash del suo passato le tornarono alla mente:tutto quello che insieme a Charlie aveva passato sull’isola e fuori da essa. Pensò a Jack:un fratello perso e poi finalmente ritrovato e che da allora non l’aveva più lasciata ma sempre aiutata e supportata. Pensò ad Aaron e alla vita serena che finalmente avrebbe potuto vivere. Una lacrima le righò il viso.

Niente più odio o rancore. Niente più paura di affrontare il futuro.
Un ultimo sguardo verso tutte le persone intorno a lei,quasi come se con quello sguardo volesse salutarli per l'ultima volta. Poi Charlie le si avvicinò,dolcemente si baciarono ed insieme uscirono dalla piramide. Si guardavano e sorridevano:questa volta ogni cosa sarebbe andata per il verso giusto. Ne era sicura,non c'era più bisogno di sprecare energie per sperare.

“Rimanete uniti, è l’unica cosa che conta.” Avrebbe sicuramente seguito quel consiglio. Il dolore e la sofferenza come d’incanto erano svaniti: Aaron sarebbe stato finalmente al sicuro. Niente più fughe nel cuore della notte o prigionie sotterranee. Il futuro sarebbe stato sicuramente roseo.
Claire era pronta a questa sua nuova vita. Claire non vedeva l’ora di poterla vivere e godersela.



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Messaggio  Ana Lucia Cortez il Dom Lug 08, 2012 11:07 pm

Era il momento che segnava il passaggio dal prima al dopo, dal passato al futuro.
Ecco cos'era, ecco cosa significavano per lei quelle parole. Ecco qual era il messaggio di Jacob per Ana.

Non importava di cosa fosse fatto l' oltre, di quali colori sarebbe stato il cielo fuori da quella stanza, di quali porte si sarebbero aperte dopo quell'unitario distacco. L'unica cosa che importava era la sensazione di leggerezza che aveva invaso l'ambiente e che, come un abbraccio trascendente, aveva alleggerito la sua anima.

Oh, don't you think you've got enough, well maybe..
You don't think there's time to stop
There's time enough for you to lay your head down, tonight, tonight


Desiderava fare qualcosa che non lasciasse possibilità di ritorno. Desiderava distruggere brutalmente tutto il passato dei suoi ultimi sette anni.


Let it wash away
All those yesterdays


Era la vertigine. L'ottenebrante, irresistibile desiderio di cadere.
Ci si ubriaca della propria debolezza, si vuole essere ancor più deboli, si vuole cadere in mezzo alla strada, davanti a tutti, si vuole stare in basso, ancora più in basso.


You've got time, you've got time to escape
There's still time, it's no crime to escape
It's no crime to escape, it's no crime to escape


Non era più disposta a cadere. Non era disposta a lasciar cadere nessuna delle persone presenti.
Nessuno poteva essere lasciato indietro per poter andare veramente avanti. Nessuno di loro. Erano tutti parte del tutto.
Quell'uomo, la cui esistenza era stata fortemente in dubbio -come, d'altro canto, lo era stata ogni cosa successa in quella vita- bhè, quell'uomo aveva restituito loro la possibilità... di scegliere, di credere, di tentare, di sbagliare, di amare, di vivere. Aveva dato loro delle vite nuove, delle vite migliori.
Quell'uomo li aveva resi più forti. Loro stessi si erano resi più forti. Insieme. Nonostante tutto.



Ana Lucia, in quel momento, sceglieva di essere forte e di continuare ad esserlo.
Nonostante tutto. Insieme.

[*tratto da L'insostenibile leggerezza dell'essere - M. Kundera]
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