Gruppo 12 "COPENAGHEN" [Zoe]

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Messaggio  Destiny il Gio Set 29, 2011 4:40 pm

Tema: Zoe raggiunge un hotel dove l’aspetta qualcuno.
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Destiny

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VI PRESENTO D. WEGENER

Messaggio  Zoe Kendall il Lun Ott 03, 2011 7:56 pm



Ore 10.40

*Una ragazza dalla folta chioma bionda, con alti stivali e lungo impermeabile bianchi, percorreva le strade di Copenaghen. La fredda aria salmastra solleticava le sue narici e ne inondava i polmoni. In luoghi Copenaghen, dipinta da molti come la capitale europea della cultura, del divertimento e delle fiabe, per lei era solo il luogo di incontro importante. E di fatti il suo passo sicuro e deciso lasciava proprio intendere che avesse nella mente una meta ben certa.*


Ore 11.23

*Buio. Unica fonte di luce, una piccola torcia che Zoe teneva tra i denti. Buttò alcune cose dentro una borsa e con cautela abbassò la maniglia della porta. Facendo estrema attenzione a non essere vista uscì chiudendo la porta di quello che si scoprì essere un piccolo ripostiglio delle scope di un albergo.*

Ore 10.52

*Unica compagna, la sua ombra. A dire il vero, era proprio ciò che sperava. Intanto, candidi fiocchi di neve iniziarono a posarsi lievemente sui capelli color oro. Ma per fortuna era ormai giunta al luogo del suo incontro.*



Ore 11. 33

*Zoe, nelle sue varie missioni, aveva imparato ben presto come osservare tutto e tutti senza far notare che il suo sguardo cadesse su ogni persona o cosa che incontrava. Procedere a passi non troppo veloci. Sospettare di tutto e tutti ma non lasciarlo trasparire in alcun modo o sei fottuto. Questo e tant’altro ancora aveva imparato negli anni in cui aveva lavorato come braccio destro di Widmore.
Lavorare sottocopertura, entrare nelle vesti del proprio alias, senza tralasciare niente al caso, per lei divenne presto semplice. Riusciva sempre a rimanere distaccata... sempre, ma non questa volta... questo incontro non era come gli altri. Camminando con la massima disinvoltura tra gli anditi dell’albergo arrivò all’ascensore.La persona che doveva incontrare era sempre più vicina.*


Ore 11.00

*La hall dell’albergo era completamente vuota. Seduto dietro un bancone un uomo piuttosto basso con pochi capelli e grossi occhiali. Alla sua vista si presentò la bella ragazza bionda e ciò lo mise visibilmente a disagio.*

Hej unge dame hvordan kan jeg hjælpe?
[Buongiorno signorina in cosa posso esserle utile?] *chiese l'uomo*

A tal punto la ragazza lo fermò appoggiando la mano su quella dell’uomo e con voce suadente...

-Se, jeg er her, fordi jeg er nødt til at besøge en gæst på dit hotel. ...
-Ja frøken, fortælle mig det navn, der vil advare dig om, at ...
-Nej, se, er en overraskelse....
-Men ser du, vores praksis ...


[ -Senta, sono qui perché devo far visita ad un ospite del vostro hotel….
-Sì signorina, mi dica il nome che lo avverto che…
-No vede, è una sorpresa...
-Ma vede, la nostra prassi... ]

*A quel punto, slacciò la cintura dell’impermeabile lo aprì e lo lasciò scivolare a terra mostrando il proprio corpo con indosso solo un completo intimo.....*





Jeg er nødt til at lave en overraskelse og jeg ville ikke ødelægge
[Devo fare una sorpresa e non vorrei rovinargliela] *disse con tono ancor più provocante*

Giv mig i det mindste et af hans dokumenter... [Mi dia almeno un suo documento] *chiese l'uomo. La donna prese il proprio passaporto e glielo diede e si rimise l'impermeabile*


...Wegener… Dana Wegener… kan gå [ può andare] *asciugandosi il sudore dalla fronte con un fazzoletto*

I det mindste fortælle mig, hvem der skal ... [Ah...Mi dica almeno da chi sta andando…]

-Widmore…Daniel Widmore.


Ore 11.15

* Lasciata la hall, assunse subito un'espressione disgustata, non era la prima volta che aveva a che fare con un "alias" simile a quello, e ogni volta le ricordava i periodi in cui era costretta a lavorare nei night per quattro soldi...periodo della sua vita che, come tanti altri, avrebbe voluto dimenticare ma che comunque le tornò spesso utile. Salì alcuni scalini si guardò intorno... era giunto il momento di togliersi quella roba da dosso. Così entrò nello stanzino delle scope. Per evitare che qualcuno vedesse filtrare la luce decise di non accende luce e prese una piccola torcia dalla borsa...

Ore 11.40
Bussò alla porta della camera 401.




*Daniel si portò subito il dito indice all’altezza del naso come cenno per fare silenzio. La prese per un braccio facendola entrare.* Ah! Certo…il servizio in camera… prego appoggi tutto lì....
*Solo in seguito fu chiaro il motivo per cui Daniel agì in quel modo. Intanto, i due presero a guardarsi negli occhi come se stessero comunicando attraverso di essi...per il momento era forse l'unico modo per farlo.*


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Zoe Kendall

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