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Messaggio  Destiny il Lun Apr 23, 2012 1:01 pm

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Re: CHARLES [flashback]

Messaggio  Charles Widmore il Lun Apr 30, 2012 8:40 pm

[Ognuno ha svolto la sua parte in modo autonomo]

Charles: *Il ristorante era gremito. Chiacchierato. Un ottimo luogo dove poter avere un'interessante conversazione ma senza destare l'ombra di alcun minimo sospetto. Il tavolo era apparecchiato per due e Charles stava attendendo. Dopotutto lei sapeva che odiava aspettare, quindi quel flebile ritardo che già aveva lo stava innervosendo. Chiamò il cameriere ed ordinò una bottiglia di vino rosso. Poi lei arrivò. Un abito succinto che non la faceva sicuramente passare inosservata.* Buona sera e ben arrivata mia cara. *Si alzò e le scostò la sedia.*



Zoe: *Si alzò come qualunque galantuomo avrebbe fatto in quella circostanza. Ma niente dava più fastidio a Zoe di quei falsi gesti. Lui un galantuomo non lo era e di certo con lei non lo era mai stato. Così, senza scomporsi più di tanto...*. Ti prego Charles, lasciamo perdere questi falsi cerimoniali.

Charles: *Piccola risata. Dopotutto aveva fatto pieno centro.* Vedo che non mi chiami più neppure "Signor Widmore" e ti rivolgi a me quasi come se fossi un marito. Mi piaci Zoe. Mi sei sempre piaciuta.

Zoe: *Si limitò a guardarlo per alcuni attimi. Poi sospirando..* Andiamo! Mi hai fatto venire per farmi dei complimenti? Non credo! Lo sai che non mi piace girare intorno alle cose.

Charles: Rilassati Zoe. Non posso invitarti per una cena? Del vino rosso? Ho saputo che hai fatto visita a mia figlia Penelope in ospedale. Sappi che non te ne faccio una colpa per quello che le è successo. Dopotutto eri la punta di diamante della mia squadra... *le versò del vino rosso.*

Zoe: Come faccio a non sentirmi in colpa? Ci è mancato poco che perdesse la vita. Dovresti forse scegliere con più accuratezza le tue punte di diamante. Non dimenticarti che io sono solo una scienziata. Puoi affiancarmi a persone come Keamy e darmi in mano delle armi. Ma rimango sempre una scienziata. Abbiamo rischiato tanto questa volta, troppo!

Charles: Ma alla fine è andato tutto bene. Oh Zoe... non mi guardare in quel modo. Ora Penelope soffrirà ma prima o poi si renderà conto che la vita con quello sciacallo del signor Hume sarebbe stata solo una perdita di tempo. Quindi non fartene un gruccio Zoe... però visto che c'eri una pallottola al mio caro genero potevi anche riservarla...

Zoe: *Fa una breve risata* Certo perché no! Me lo dovevi solo chiedere. In fondo è questo che fai. Tu ordini e io obbedisco. Quindi, dimmi, mi hai chiamato per porre fine alla vita di Hume? Strano posto per assoldare un sicario.

Charles: Stasera sei una fonte inesauribile di divertimento, Zoe! Ultimamente ho avuto un colloquio interessante e sono venuto a conoscenza di alcune informazioni. Ma come te ben sai per avere delle informazioni bisogna darne altre. Quindi, oltre ad offrirti la cena e passare una serata con te, siamo qui perchè ho da offrirti un lavoro da... diciamo, informatrice!

Zoe: *Finalmente stava arrivando al punto. Lo conosceva bene. Non era un uomo che amava perdere il suo tempo in troppi salamelecchi. * Informatrice…. Di che si tratta?

Charles: Ti vedo particolarmente interessata! Le vecchie abitudini sono dure a morire. Ricordi la Hanso, Zoe?

Zoe: *Rise ancora e con più enfasi della volta prima*. Sai benissimo che conosco molto bene l’argomento…d'altronde…aspetta ah sì..è grazie a te che conosco molto bene la Hanso e tutto ciò che le gira intorno. Che ti serve?

Charles: *Nel frattempo era arrivata la sua portata. Una bistecca. Al sangue.* Ho bisogno che tu trovi qualcosa che la faccia affondare. *Tagliò la bistecca come avrebbe voluto aprire in due quello sciocco di Alvar Hanso e tutti i suoi soci.*

Zoe: Charles trovare un punto debole in quell’organizzazione è come trovare un ago in un pagliaio. È praticamente impossibile. Perché ti interessa tanto la Hanso ora? A che ti serve?

Charles: Zoe, Zoe, Zoe! Non hai ancora imparato nulla? Se te lo rivelassi poi dovrei ucciderti. *Si portò un boccone in bocca e assaporò il sapore della carne al sangue.* Diciamo che all'ago è legato un filo e quindi siamo dentro al pagliaio e ci stiamo avvicinando. La signorina Lewis pare essere vicina a qualcuno che potrebbe darci una mano e... e poi a Copenghen dovrai collaborare con Daniel. Credo che sarete un'ottima squadra.

Zoe: Daniel? Hai messo di mezzo nuovamente tuo figlio. *Scosse la testa come in segno di disapprovazione*. Non cambierai mai… e comunque, credimi se c’è una persona che sa come si deve lavorare con te sono io. Ma sai anche ho bisogno di conoscere bene come stanno le cose per poter fare bene il mio lavoro… e come sai sono brava, specie con queste cose. D'altronde se sono qui è per questo.

Charles: Credo che te e Daniel saprete trovare una soluzione anche senza sapere il quesito. Non posso aggiungere altro. Non m'importa come, non m'importa dove e nemmeno con chi dovrete collaborare. L'importante è che affondiate la Hanso. *Chiamò con un cenno il cameriere e si fece portare il conto.*

Zoe: *Si alzò facendo un sospiro.* Penso che a questo punto io possa andare. Farò quel che mi hai chiesto. Porterò a termine il mio lavoro come sempre. Spero solo che questa sia l’ultima volta e che poi mi lascerai andare. Credo che ci siamo capiti. Ti farò avere mie notizie al più presto. *Prese la borsetta e il soprabito. Widmore rimase lì seduto su quella normalissima sedia con la stessa postura in cui un re siede sul suo trono. Austero. Maestoso. D'altronde come un re aveva comandato e lei come un soldato si apprestava ad obbedire.*

Charles: *Zoe si alzò e gli diede le spalle.* Zoe! Come sta Sophie?

Zoe: *In un primo istante si limitò solo a guardarlo duramente. Non lo fare… non fare finta che ti interessi di lei. E comunque, finché sta lontano da te sta bene. E adesso scusami, ma come sai ho del lavoro da fare.

Charles: *Appena Zoe fu uscita il suo cellulare emise un bip. Un sms. Tirò fuori il cellulare e lesse:*
TEXT MESSAGE
Appena avranno scoperto qualcosa mi farò viva io. Per ora non posso fare altro. Sono braccata.
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Telefonata internazionale Linus-Widmore - 23 ottobre 2004

Messaggio  Ben Linus il Mer Mag 02, 2012 9:10 pm

*Eloise aveva oltrepassato il limite. E adesso che controllava il Sud, Ben aveva bisogno di un alleato forte, qualcuno che la conoscesse bene, qualcuno che tenesse all'Isola, qualcuno che avesse ambizione e mezzi per contrastarla. D'altra parte, il nemico del tuo nemico potrebbe essere tuo amico. Ed era proprio quello in cui Ben sperava, col sottomarino in viaggio, quando decise di alzare la cornetta del telefono e comporre il numero di Charles. Sì, perché per molti era il signor Widmore, il magnate, il padrone, il diavolo, ma per Benjamin Linus era semplicemente Charles. Lo rispettava, ma non l'aveva mai temuto, mai, neppure quando i rapporti di forza tra i due erano ben diversi da adesso. Al quarto squillo, Widmore rispose sulla sua scheda privata.*

Ben:
Charles, che tempo fa nella patria della Regina? Non mi chiedere anche stavolta come ho avuto il tuo numero, ma concentrati su ciò che sto per dirti. Potrebbe essere il tuo giorno fortunato.


Charles:
Benjamin? Ho lasciato l'Inghilterra e la sua nebbia per... diciamo lavoro. Non posso dire certamente che sia felice di sentirti e se non vieni subito al dunque credo che riaggancerò...

Ben:
Non c'è bisogno di giri di parole. La situazione sull'Isola è questa: la sickness che aveva colpito il team francese quando tu eri leader è ritornata a mietere vittime. È stata la Hanso Foundation. Ha mandato un cargo di malati per decimarci. Se vuoi saperla tutta, la tua cara fidanzatina di un tempo è stata sorpresa al Lampione con le nuove coordinate. Come vedi, loro sono più avanti di te. Vogliono riprendersi l'Isola per quegli stupidi esperimenti, ma noi non lo permetteremo. Sei d'accordo?


Charles:
Ed io cosa ci guadagno? Ma soprattutto cosa ti fa pensare che io non sia già almeno 2 mosse avanti a te? Gary Troup è in mano mia grazie alle abilità della signorina Lewis. E con il signor Troup dalla mia parte non vedo il motivo di stringere un accordo con te. Un accordo che, come sicuramente avrai già vagliato con attenzione, avrebbe vita breve...

Ben:
Charlotte Staples Lewis, nata il 2 luglio 1979 nella contea dell'Essex e morta annegata sull'Isola 10 giorni fa, per la testardaggine della solita amabile signora Hawking. Andiamo Charles, puoi fare meglio di così. Non prendermi in giro. Ti farà piacere sapere che tu figlio sta tornando sulla terraferma col cuore affranto. Sicuramente non avresti approvato neppure lei. Deludere i figli è sempre il tuo sport preferito o sbaglio?


Charles:
Assieme a quello di uccidere i figli degli altri. E comunque sei libero di non credermi così come io sono libero di terminare questa telefonata. Stai ancora fingendo di avere in mano delle risposte. Mi chiami dicendomi se vogliamo fare un patto e le uniche cosa che mi hai detto è che nell'isola state morendo per colpa della Hanso e che mio figlio Daniel sta tornando a casa. Quindi ti rinnovo la domanda Ben... cosa ci guadagno dal fare un patto con te di cui ancora non so nemmeno le condizioni? Perchè delle condizioni ci devono pur essere, giusto Linus?

Ben:
L'Isola si è spostata. Ora ci piacciono le acque africane. Un uccellino mi ha detto che ne sai qualcosa, che ti sei messo persino a giocare alla guerra in territorio nigeriano. Ma non ci troverai, non senza le coordinate, puoi starne certo. Lo Specchio non è mai stato così efficiente. Ma ritornando al discorso dei figli... sai che abbiamo ancora un conto in sospeso. Il White Memorial Medical Center ti dice nulla?


Charles:
Dovrei prenderla come una minaccia Linus? Diciamo che accetto. Che facciamo questo patto. Te cosa ci guadagni? Non vorrai farmi credere che lo stai facendo di nuovo per il bene dell'Isola..?

Ben:
Il tuo cinismo non può nascondere che anche tu, come me, vivi in funzione di essa. Avresti tutto: ricchezze, donne, potere, ma non ti godi niente. E tutto perché non sarai mai completo lontano dall'Isola. Perché l'Isola è come una droga, non è vero? Una volta che l'hai vissuta intimamente, una volta che ti sei sentito un tutt'uno con lei, non ci puoi più rinunciare. Ecco, ti avevo promesso che oggi era il tuo giorno fortunato. Sono disposto a spezzare il tuo esilio. Sei perdonato per aver infranto le regole, per aver concepito Penelope fuori dall'Isola. E stai tranquillo, seguirò sempre con attenzione i movimenti di tua figlia, ma la lascerò vivere. In cambio voglio che tu mi aiuti a distruggere la Hanso. E poi voglio anche un'altra cosa.


Charles:
Tu? Sei disposto a spezzare il mio esilio? Tu? Ma chi ti credi di essere Ben? Non sei nessuno per l'Isola. Non lo sei mai stato. L'Isola ti ha sempre usato. Ma non sei mai stato un pezzo grosso su quella scacchiera. Quindi lascia che ti dica questa cosa: sono io che ho il coltello dalla parte del manico. Senza di me non riusciresti nemmeno a scalfirla la Hanso. Quindi prima che tu aggiunga qualsiasi cosa lascia che ti dia io due condizioni:
Uno. Sono io che detto le regole in questo gioco.
Due. Riesumiamo un vecchio patto. I figli non si toccano.

Ben:
Certo, comandi tu. Come un tempo. Come quando prendevi ordini dalla tua amante... L'altra parte del patto riguarda proprio lei. Devi fermare Eloise. È come corrosa da un delirio di onnipotenza. Ha spezzato il nostro gruppo. Si è presa la parte sud dell'Isola e ha convinto a seguirla gente carismatica e altrettanto invasata come John Locke e Mr. Eko. Io penserò a tenerla a bada qui, ma tu devi cercare di capire cosa ha in mente di fare fuori dall'Isola. Sembra che abbia un piano. Sembra che tutto dipenda da un sogno che ha fatto. E potrebbe essere vero, perché ho avuto anche altri rapporti. La gente ha cominciato a sognare in modo strano. E i sogni sembrano avere un significato che mi sfugge e che invece lei pare conoscere. Dobbiamo indagare. Anche perché potrebbe essere tutta una manipolazione di tu-sai-chi. E noi questo non possiamo permetterlo.


Charles:
Vecchia pazza Eloise... cosa diavolo sta combinando? Non appena si presenterà, se si presenterà, sulla terraferma la terrò d'occhio. Comunque stai diventando sempre più strano amico mio. La prossima volta mi chiamerai per dirmi che sull'isola ci sono uccelli parlanti? Non appena la Hanso si disintegrerà come un castello di carte voglio che tu mi invii le coordinate per l'Isola alla quale avrò libero accesso come e quando voglio.

Ben:
Certo, ma l'accordo vale per te e la tua famiglia, non per il tuo esercito. O lo barriera che ci nasconde non si spegnerà. Deal?


Charles:
Deal!

Ben:
Bene Charles. È sempre un piacere fare affari con te. Tuo figlio tornerà a fare quello che ama, il fisico, al Niels Bohr Institute di Copenhagen. In realtà sarà un nostro infiltrato, a due passi dalla sede della Hanso e dalle informazioni che ci servono. Ora che abbiamo un obiettivo comune, coordiniamo le ricerche e condividiamo le informazioni. Aggiorniamoci ogni settimana, su connessione protetta. Non potranno sfuggire alla nostra rete congiunta.


Charles:
Prima che chiudiamo questa connessione avrei una domanda da farti... visto che ora c'è questa alleanza cosa sai di un certo "Protocollo del Ragno"..? Anche se non ci crederai non mi va di mandare, di nuovo, mio figlio a morire per la mia voglia di riavere l'Isola.

Ben:
Assolutamente niente. Sayid Jarrah ha rubato il Protocollo a Richard, come certamente saprai. Ma poi se n'è persa ogni traccia. Sembra che se ne sia liberato, forse per sempre. Rassegnati. Questa battaglia è persa. Ci sono altre priorità ora. Eloise. È in vantaggio su di noi. E questo è inaccettabile sia per me che per il tuo orgoglio. Dico bene? Buona giornata soldato Widmore.


Charles:
Se è una battaglia persa lo deciderò io quindi buona giornata anche a te, Linus. E non provare più a chiamarmi soldato Widmore.
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Ben Linus

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