GRUPPO 6 "CHIESA DI LOS ANGELES" [Charlie, Claire, Jack, Sayid]

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Messaggio  Destiny il Mer Feb 22, 2012 9:04 am

Introduzione: Sayid a bordo del furgoncino Dharma, dopo la misteriosa scomparsa di Libby, si reca nei pressi della spaccatura, allo scopo di parlare con Locke. L'iracheno, infatti, dopo aver sottratto l'antidoto a Ben, decide di consegnarlo all'uomo a capo della fazione nemica a quella di Linus. Sayid passa al lato Sud dell'isola e riesce a parlare con John. Gli consegna l'antidoto, ma Locke, stranamente, sembra più interessato ad aggiornare l'iracheno sugli eventi accaduti negli ultimi mesi: gli racconta, infatti, del futuro apocalittico nel quale si è ritrovato, insieme agli altri e gli rivela il nome del responsabile di quell'Apocalisse: Aaron, ormai cresciuto. Ma soprattutto, Locke, racconta di come, appena tornato nel 2004, abbia tentato di cambiare quel futuro, cercando di uccidere un appena nato Aaron, senza riuscirci. Locke spiega a Sayid che Aaron è vivo e potenzialmente pericoloso, grazie a Claire, Jack e Charlie (e la collaborazione di Boone) che lo hanno portato in salvo, via dall'isola; lo informa, infine, che i tre in quel momento si trovano bloccati al Lampione, grazie alla collaborazione di Eloise e che è fondamentale, per il bene di tutti, convincerli a parlare, convincerli a svelare dove si trova Aaron. Sayid, senza farsi pregare, accetta di aiutare John e di agire per "il bene superiore": lascia l'isola, usando lo strumento, per recarsi a Los Angeles, in Chiesa.

Spoiler:
Charlie, Claire e Jack sono ancora bloccati in Chiesa, da soli, sempre più confusi. Li raggiunge Sayid, che, invece, sembra sapere esattamente cosa vuole e cosa fare. Prende Charlie con la forza, puntandogli una pistola alla testa ed ordina a Claire di legare Jack. I tre prigionieri sono increduli, sempre più confusi. Ma finalmente Sayid svela le sue carte, ponendo a Jack, Claire e Charlie la domanda fondamentale: "Dov'è Aaron?". I prigionieri hanno due possibilità: dire la verità o lasciare che Charlie venga torturato ogni volta che Sayid ripeterà la stessa domanda, senza ricevere nessuna risposta. Alla fine, Claire, straziata dal dolore per quello che sta succedendo a Charlie, dirà tutta la verità.
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Re: GRUPPO 6 "CHIESA DI LOS ANGELES" [Charlie, Claire, Jack, Sayid]

Messaggio  Charlie Pace il Mar Feb 28, 2012 4:00 pm

Il tempo passava e loro tre erano ancora dentro la chiesa, bloccati da una serie di porte metalliche. Il tempo passava e nulla accadeva, mille pensieri affollavano la mente di Charlie. "Che anche Eloise volesse la morte di Aaron? Erano davvero rimasti da soli contro tutti?" Voleva gridare, voleva urlare qualcosa a chi li stava osservando ma effettivamente non c'era molto da dire, se non frasi e parole che in chiesa non andrebbero mai detto. Perciò Charlie rimase in silenzio e si avvicinò a Claire.
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Re: GRUPPO 6 "CHIESA DI LOS ANGELES" [Charlie, Claire, Jack, Sayid]

Messaggio  Claire Littleton il Mar Feb 28, 2012 4:07 pm

*Da soli, bloccati in quella Chiesa. Da soli con i loro pensieri e con la paura,ormai sempre più certezza, che non ce l'avrebbero fatta. Questa volta avrebbero fallito. Claire leggeva negli occhi di Charlie tristezza e disperazione. Le si era avvicinato in silenzio e lei, senza dire una parola, si lasciò abbracciare.*

*Jack vagava ancora per la Chiesa,cercava ancora un modo per salvare Juliet. Ma non c'era alcun modo per far riaprire quei portoni metallici.*
*"Nelle nostre vite arriva sempre un momento in cui il controllo che ci impedisce di impazzire ci scivola tra le mani. Molti di noi provano a riafferrarlo. Ma non tutti ci riescono". Questo era ciò che stava succedendo loro, lentamente stavano perdendo il controllo.*


[Tratto da 1x15 Revenge]
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Re: GRUPPO 6 "CHIESA DI LOS ANGELES" [Charlie, Claire, Jack, Sayid]

Messaggio  Jack Shephard il Mar Feb 28, 2012 4:12 pm

*La notte stava ormai calando,e quella luce intensa che entrava impetuosa dalle vetrate della Chiesa andava piano piano scemando.Quella luce,che aveva illuminato il palcoscenico di un'opera che andava a farsi sempre più tragica.
Tre persone,unite tra loro da sentimenti,diversi,intrecciati,ma che uniti potevano diventare un pugno,imprigionati senza sapere apparentemente il motivo,stanchi e rassegnati,che attendevano ormai da qualche ora il loro destino.
Sembravano tre imputati che aspettano una sentenza di cui già sanno l'entità della condanna.
Accasciati a terra,in un angolo della navata,Charlie e Claire abbracciati.Poco più lontano Jack,che testardo com'è cercava ancora un modo per uscire da questa "sacra prigionìa".
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Re: GRUPPO 6 "CHIESA DI LOS ANGELES" [Charlie, Claire, Jack, Sayid]

Messaggio  Sayid Jarrah il Mar Feb 28, 2012 4:20 pm


Quando Sayid si trovò nuovamente in una città, la prima cosa di cui si rese conto fu che era ancora più bella da vedere di quanto gliela dipingesse, pur viva, la memoria. Ora non guidava più il furgoncino Dharma, ma una station wagon color grigio metallizzato che ben si mimetizzava nell'ambiente fatto di asfalto e palazzi.

Sul sedile accanto a lui "Il libro dell'Esodo", strano per un musulmano. Ma invece quel libro gli era servito per leggere un capitolo molto interessante che gli aveva consigliato John Locke prima che lo aiutasse a tornare a casa con quella diavoleria. Era tornato per Aaron, e tra quelle pagine aveva scoperto il pericolo che rappresentava quel ragazzino. Già dal suo nome. Infatti il suo nome deriva dalla Bibbia e si riferisce ad Aronne, il fratello di Mosè, il cui significato è “portatore di martìri”. Secondo il racconto del Libro dell'Esodo, quando Mosè ricevette da Dio l'incarico di parlare al Faraone d'Egitto, egli rispose di non poterlo fare perché era balbuziente. Dio allora gli ordinò di farsi accompagnare da Aronne, che avrebbe parlato per lui. Da allora Aronne fu sempre al fianco di Mosè diventando il suo portavoce e impugnò il bastone di Dio per inviare le prime tre piaghe sull’Egitto, da qui l’origine del suo nome. E da qui, forse, l'origine di tutti i problemi di Sayid e dei suoi ex compagni.

"Ecco la Chiesa" pensò Sayid. Poi spense il motore, scese dalla macchina e caricò la pistola calibro 45 che ora impugnava nella mano destra. Quando aprì il grosso portone due corvi si alzarono in volo.
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Re: GRUPPO 6 "CHIESA DI LOS ANGELES" [Charlie, Claire, Jack, Sayid]

Messaggio  Charlie Pace il Mar Feb 28, 2012 4:39 pm

Il silenzio era assordante. Charlie fissava, con sguardo perso, una vetrata colorata quando un forte rumore, il solito rumore metallico, lo fece sobbalzare. Quale altra porta poteva chiudersi?
Charlie, si guardò in giro spaventato e, voltandosi verso il portone principale, vide che la robusta barriera metallica che lo bloccava si stava alzando. Un tonfo e nemmeno il tempo di pensare che forse la persona che li teneva imprigionati aveva deciso di cambiare idea che il portone si aprì. Un uomo entrò e subito dopo il portone metallico scese di nuovo. L'uomo rimase immobile, forse per ambientare i suoi occhi alla diversa intensità di luce. Charlie e Claire rimasero impietriti. L'uomo iniziò a camminare verso di loro.


Ultima modifica di Charlie Pace il Mar Feb 28, 2012 9:05 pm, modificato 1 volta
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Re: GRUPPO 6 "CHIESA DI LOS ANGELES" [Charlie, Claire, Jack, Sayid]

Messaggio  Claire Littleton il Mar Feb 28, 2012 4:47 pm

*Il silenzio era finito. Quel fastidioso rumore metallico era ricominciato,ma questa volta le porte si stavano aprendo. I tre però non ebbero il tempo di fuggire,non ebbero il tempo di fare niente. Rimasero solo lì immobili a guardare la scena che gli si stava presentando davanti agli occhi. Claire strinse forte la mano di Charlie. Poi,intimorita,si mise leggermente dietro a lui.* "Charlie ma chi è?" *Gli disse bisbigliando, ma il ragazzo non fece in tempo a risponderle che l'uomo era ormai arrivato a pochi passi da loro.*
"Sayid..." *Sussurrò. Claire non ne era per niente felice. Sapeva benissimo di cosa quell'uomo fosse capace,sapeva che non poteva fidarsi di nessuno e sopratutto sapeva che se Sayid si fosse alleato con Locke per loro era morte certa.*

"Il miglior modo per combattere il caos è con altro caos". *Ma loro non aveva davvero idea di cosa fare. Ancora riparata da Charlie volse lo sguardo al fratello anche lui rimasto immobile e senza parole.*
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Re: GRUPPO 6 "CHIESA DI LOS ANGELES" [Charlie, Claire, Jack, Sayid]

Messaggio  Jack Shephard il Mar Feb 28, 2012 4:59 pm

*Quel rumore metallico che prima aveva tolto loro la libertà sembrava ora spalancargliela davanti.Appunto,sembrava.Quel sorriso sul volto di Jack non fece nemmeno in tempo a comparire che subitò se ne tornò indietro.Il portellone infatti,si richiuse subito,mentre una sagoma avanzava decisa verso di loro.La poca luminosità non aiutava...Jack si voltò verso Charlie e Claire,e lentamente si avvicinò a loro.Solo i passi di quell'uomo riecheggiavano nella chiesa.
Poi Jack notò un particolare,agghiacciante,che nulla prometteva di buono.
L'uomo teneva in mano una pistola...Jack alzò la testa...e la luce illuminò il volto dell'uomo "Sayid..."
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Re: GRUPPO 6 "CHIESA DI LOS ANGELES" [Charlie, Claire, Jack, Sayid]

Messaggio  Sayid Jarrah il Mar Feb 28, 2012 5:07 pm

Entrò nella sala più grande e trovò i suoi ex amici: Claire, Jack e Charlie. Proprio quest'ultimo si alzò immediatamente ma Sayid lo bloccò e lo sbattè contro il muro dicendo: "Non così in fretta nano britannico" Poi gli puntò l'arma contro. Fu un attimo. Il suo atto del puntare, ch’era automatico, divenne ragionato. Doveva pensare che puntava, e che puntava contro un suo amico: Charlie. L’indice che toccava il grilletto allentò la pressione. Pensava. Era obbligato a pensare. Certo, faceva tutto coscientemente come in guerra. La guerra era per lui una dura necessità, terribile certo, ma alla quale ubbidiva, come ad una delle tante necessità, ingrate ma inevitabili, della vita.

Bastava che premesse il grilletto: Charlie sarebbe stramazzato al suolo. Questa certezza che la sua vita dipendesse dalla sua volontà, lo rese esitante. Avevo di fronte Charlie. Charlie! Un suo amico. Si ricordò che pianse quando scoprì che l'ex rockstar si era immolata per tutti affogando e dicendo che non era la barca di Penny quella che ormeggiava a poche miglia dall'isola. Fare la guerra era una cosa, uccidere un uomo un’altra.

Poi mentre Jack e Claire lo guardavano con gli occhi spalancati Sayid afferrò Charlie per il collo e spinse con ancora più forza il ferro contro la testa. "Dov'è Aaron?" nessuna risposta. "Dov'è? ditemelo". Silenzio. "Al tre lo sparo. Uno…" a Claire stava per venire un infarto. "Due…" Jack era in panico. Charlie forse era già morto per la paura. "Va bene…addio Charlie…"
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Re: GRUPPO 6 "CHIESA DI LOS ANGELES" [Charlie, Claire, Jack, Sayid]

Messaggio  Charlie Pace il Mar Feb 28, 2012 6:12 pm

[Post condiviso per agevolare la lettura, ogni roler ha scritto la sua parte, con l'eccezione di Sayid che, solo in questo post, è interpretato da Stefano/Charlie]

Charlie:
*Sentì il rumore del grilletto e la pistola premere ancora più forte sulla sua tempia* "Non dite una parola!" *Riuscì comunque a dire, o meglio a urlare, per sovrastare Sayid.*

Claire:
*Sayid aveva preso Charlie. Le gambe le tremavano, non sapeva cosa fare. Non era in grado di gestire la situazione e cercava aiuto nel fratello.* "Sayid lascialo andare." *disse*. *Charlie urlava loro di tacere, ma i tre ancora non avevano capito a cosa stavano andando incontro.* *Sayid le lanciò addosso una corda e la obbligò a legare Jack, e così fece continuando a tremare.*


Jack:
*Un dejavu...cosi' improvviso e talmente reale da poterlo toccare. Jack,Ben,una ricetrasmittente.Un minuto per decidere se sia più importante la vita di tre uomini,o la salvezza di tutte le altre persone,portandole via dall'isola.Ora la situazione è simile...da una parte Charlie ,l'amore di sua sorella,dall'altra Aaron,suo nipote. Non sentiva niente in quel momento,neanche la corda che gli graffiava la pelle mentre Claire lo legava*


Sayid:
"Non mi lasciate altra scelta" *sbraitò, rivolgendosi a Claire e Jack* "Avanti ditemi dove si trova Aaron o lo ammazzo, lo ammazzo!" *I due non risposero, i secondi passavano, Charlie non faceva una mossa. Sayid a questo punto doveva sparare. O almeno avrebbe dovuto.*
*Mise velocemente la pistola nei pantaloni e prese Charlie per il collo, lo scaraventò su una sedia e lo legò. "Bene, Charlie, non mi resta che...cambiare approccio." *E tirò un pugno in faccia alla rockstar.*


Charlie:
*Locke e Eloise dovevano essere stati molto persuasivi per aver convinto Sayid ad immolarsi per la causa, oppure non era così difficile decidere da che parte stare per uno non coinvolto sentimentalmente che poteva valutare con razionalità ciò che era giusto o meno. Ecco a cosa pensava Charlie mentre Sayid gli diede un altro pugno.*

Claire:
*"Il caos per definizione non può essere controllato. Una volta introdotto qualsiasi ordine e intenzione diventa inutile." E infatti loro non riuscivano a controllare Sayid. Continuava a picchiare Charlie con forza,con cattiveria. Era come se l’iracheno stesse lottando per qualcosa in cui credeva realmente. Locke era riuscito a persuaderlo, e adesso loro si trovavano a combattere contro questa “macchina della morte”.* “Sayid ti prego,lascialo andare.” *Claire piangeva e supplicava l’uomo. Cercò anche di avvicinarsi a lui,ma la spinse all’angolo. Non voleva sentire le sue suppliche o le sue spiegazioni,voleva solo la verità. Ma a cosa avrebbe portato la verità?Solo altra morte,solo altro dolore.* “Aaron è morto.Lo abbiamo seppellito sull’Isola. Come fai a non saperlo?” *Claire non poteva fare altro che continuare a ripetere la storiella messa in atto. Dovevano mantenere il punto,anche se ormai era diventata davvero poco credibile. Ma Sayid continuava a picchiare Charlie. Ogni volta che lei apriva bocca gli dava un pugno:lui urlava di dolore e lei piangeva. Claire soffriva insieme a lui.*


Jack:
*Sayid continuava nel suo compito "DOV'E AARON!!DOV'E'!!" accompagnato dai pugni continui che scagliava sul volto di Charlie.
Jack si dimenava,ma poco poteva fare cosi' legato*
"Fermati figlio di puttana!!cos'è che ti ha fatto diventare cosi!non è come pensi,brutto bastardo!non otterrai niente!!"


Sayid:
*Quasi non si riconosceva, non si era mai spinto a tal punto: massacrare di botte quello che considerava un amico. Ma probabilmente era questa la sua vera natura, ne era sempre più convinto, anche a causa del fatto che nonostante il momento critico e concitato, lui riusciva a mantenere una lucidità tale da riuscire a continuare nel suo piano. Il suo obiettivo non era far parlare Charlie, ma Claire.*


Charlie:
*Anche volendo, Charlie, non sarebbe riuscito a proferir parola, le nocche di Sayid non gli avrebbero dato tempo. Era già passato da una situazione simile, con Bonnie e Greta, ma i pugni dell'iracheno facevano decisamente più male. Sentiva la faccia bruciare dal dolore, stava per arrivare al capolinea. "Claire" sussurrò con la poca forza che gli era rimasta.*

Claire:
*Ad ogni pugno sentiva come se qualcosa dentro di lei stesse morendo. Non ce la faceva a vedere il suo amato soffrire in quel modo per causa sua. Sayid voleva delle risposte e le voleva da lei. Claire era l’anello debole e per questo l’iracheno aveva messo in atto quel piano diabolico. Ancora una volta era tutta colpa sua, ma non poteva permettere che Charlie morisse.Lo amava troppo e non avrebbe più permesso a Sayid di macchiarsi del suo sangue. “Fermati. Lasciali andare e ti dirò tutto quello che vuoi sapere.” *Stava per condannare a morte il suo bambino. “Sono davvero una pessima madre.” pensò avvicinandosi all'uomo.* "Aaron è vivo, ma questo lo avevi già capito. Jack e Charlie lo hanno portato da mia madre. E' sano e salvo. O almeno lo era fino ad ora." *"Il risultato dell’azione del caos non può essere previsto. L’unica certezza che porta con sé è la devastazione che lascia sulla sua scia." *Claire si sedette a terra e scoppiò a piangere. Aaron era stato condannato a morte.*


Jack:
*Un attimo di gelo,rotto dal pianto disperato di Claire.Negli occhi di Jack si leggeva benissimo il suo stato d'animo.Fissava Sayid con una rabbia ed un odio che avrebbe potuto spezzare quelle corde solo con lo sguardo.Sayid pose fine alla sua mera tortura,ed a quel gioco psicologico che aveva portato una madre a far rischiare la vita a suo figlio..*



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Re: GRUPPO 6 "CHIESA DI LOS ANGELES" [Charlie, Claire, Jack, Sayid]

Messaggio  Sayid Jarrah il Mer Feb 29, 2012 1:14 pm

Missione compiuta. Ancora una volta Sayid era riuscito a rispettare gli ordini di qualcuno. Ancora una volta aveva aggredito, terrorizzato, torturato e fatto del male. Ancora una volta lo aveva fatto ad un suo amico, a qualcuno della sua fazione. Proprio come quando sull'isola, precipitato da pochi giorni, aveva infilato delle spine di canna nelle unghie di James .
[img][/img]

Che bravo soldato Sayid. Che pessimo amico. Che uomo!
Aveva colpe Sayid? La colpa, pensava, non è altro che una colpa nel mondo. E se avesse avutoil bene in compenso, ovvero il bene superiore, la colpa sarebbe dentro un mondo più suo, più giusto, e lì avrebbe potuto facilmente aggiustarla.
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