ISOLA, LA SCOGLIERA [Locke, Claudia (PNG), MiB (PNG)]

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Messaggio  Destiny il Mer Giu 27, 2012 2:20 pm

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Re: ISOLA, LA SCOGLIERA [Locke, Claudia (PNG), MiB (PNG)]

Messaggio  John Locke il Dom Lug 08, 2012 2:21 pm

Era davvero tutto finito? John non riusciva ad aprire gli occhi, ma sentiva di essere sdraiato su qualcosa che aveva la consistenza di una nuvola. Era morto forse. Alla fine la lava aveva davvero distrutto l'isola, e lui non era riuscito a fare niente. Ora si trovava, probabilmente, in quel luogo dove chi è appena defunto aspetta di essere giudicato, per sapere se la sua vita è stata meritevole del paradiso, oppure degna di finire dritta all'inferno. Pian piano riuscì ad alzare le palpebre, e una volta abituati gli occhi alla luce, un'intensa luce, vide finalmente il posto in cui si trovava. Era una stanza bianca, ma forse stanza non era il termine giusto per definirla, poichè non se ne vedeva la fine in nessuno dei quattro punti cardinali.



Iniziò a camminare lentamente, ma non avendo punti di riferimento, in pochi minuti si rassegnò al pensiero che non c'era un modo per uscire di lì. Stava per mettersi a gridare, quando qualcuno, alle sue spalle, gli rivolse la parola.
-Ciao John.-
Si voltò di scatto, e vide davanti a se l'essere che aveva seguito ciecamente per tanti anni.
-Ciao Jacob.-
Non era nervoso come la prima volta che lo aveva incontrato, ma questo non voleva dire che non si sentisse impacciato davanti alla sua figura.
-Dove siamo?- Non era sicuro di volerlo sapere veramente...
-Come, non lo sai John? Tu sei già stato qui, come ci sono stati tutti i tuoi compagni. Questa non è altro che una stanza di passaggio. E' una cosa molto simile a quel "tunnel con la luce alla fine" che l'immaginario collettivo degli esseri umani ha posto tra la vita e la morte. Non ci siete andati molto lontani vero?- John lo guardava, ma ancora non riusciva a capire. -Voi eravate tutti morti, ed io vi ho riuniti qui... qualcuno se ne è andato molto prima, come te, mentre altri sono stati più fortunati, e sono deceduti vecchi, con qualcuno che li amava accanto a loro.- Jacob fece una lunga pausa, poi riprese. -Ma il tempo John, qui scorre in maniera diversa. Tanto diversa, che dal vostro punto di vista siete arrivati qui tutti nello stesso momento.
Vedi, è da qui che si passa prima di andare avanti. Ne avevate passate tante, e non sarebbe stato giusto chiedervi di più. E' proprio in questo punto però, quando il vostro viaggio era ormai finito, che tu mi chiedesti se quello che avevate fatto per salvare l'isola fosse stato sufficiente. Purtroppo dovetti rispondervi che, nonostante i vostri sforzi, le cose non erano andate come speravo, e che mio fratello era rinato nel momento in cui il tappo era stato rimesso al proprio posto. Contrariamente a quella che era la mia volontà, voleste tornare, per finire quello che avevate cominciato. La vostra pace eterna, buttata via per proteggere l'isola.-
-Io non penso che gli altri sarebbero tornati solo per proteggere l'isola, come è possibile?-
-Fosti tu, John, a farglielo capire, a convincerli ad un gesto eroico quanto folle. Molti, se ricordassero cosa è successo dopo aver attraversato la luce, scoppierebbero in lacrime, folgorati all'idea di ciò che hanno gettato via per amore di quel posto.- Jacob ancora una volta si interruppe, come ad aspettare che le sue parole si imprimessero in tutta la loro lucidità nella mente di John. -Tu però, non sei qui per andare avanti, ma perchè meriti di tornare indietro. Io posso concedertelo John. Sei quasi alla fine del tuo lavoro. E se ti sembrerà di aver perso, sappi che non tutto è come sembra. Ora vai, e proteggi l'isola, John Locke...
-Che vuol dire, che vuol dire che non tutto è come...
Acqua. Solo acqua. John tirò su la testa, tossendo e respirando a fatica per alcuni minuti. Era di nuovo nel cuore dell'isola, ma l'ambiente era totalmente cambiato. Ora la luce era dorata, e i forti scossoni che si sentivano prima sembravano essere scomparsi. John sarebbe restato lì per sempre, a guardare l'acqua scendere in quella luce meravigliosa, ma sapeva di non aver concluso il suo lavoro.
Risalì velocemente la corda, e si trovò di nuovo nel mezzo della giungla. Non ricordava cosa fosse successo mentre era svenuto, ma una serie di istruzioni gli erano rimaste impresse nella testa, come se avesse sognato quello che doveva fare. Iniziò a correre, schivando gli alberi e i massi, senza sapere bene perchè doveva dirigersi alla scogliera. Sapeva soltanto che era giusto così. Arrivò in pochissimo tempo, e si fermò solo quando, raggiunto quasi il baratro che dava sull'oceano, notò una figura seduta a gambe incrociate, che guardava il mare. Evidentemente Jack aveva sentito la sua presenza, perchè gli rivolse la parola, senza girarsi.
-John, che ci fai qui?- La voce non sembrava esattamente quella di Jack, poichè era leggermente più acuta, come se ghignasse mentre parlava. John iniziava a capire che qualcosa non andava...
-Jacob mi ha detto di venire qui.-
-Jacob, Jacob e ancora Jacob... non ti smentisci mai vero! Un uomo che ti resuscita solo per farti soffrire di nuovo. Non bastava la tua patetica vita, c'era bisogno di una seconda possibilità per dimostrare al mondo quanto tu sia idiota! Jacob non è altro che un pigro egoista, troppo attaccato a cosa è giusto e a cosa non lo è... non esistono solo il bianco e il nero John, c'è qualcosa nel mezzo, più difficile da comprendere, ma che ha più valore...-
Poi improvvisamente si alzò, e quando si fù voltato, John non ebbe più dubbi. Era Lui.
-Tu non sai cosa vuol dire restare secoli su questa dannata isola! Ti diverti a passeggiare per la giungla a caccia di cinghiali. Vorrei vederti farlo all'infinito. Scommetto che alla fine anche il devoto John Locke impazzirebbe...- Lo guardò intensamente, e poi proruppe in una risata che di umano non aveva proprio nulla.
-E' finita John, sei solo un vecchio molto solo che ha bisogno di uno scopo nella vita, ed ora io metterò fine a questo strazio.- Così dicendo gli si gettò contro, e John non ebbe neanche il tempo di prendere il suo coltello da caccia. In un attimo il fumo nero gli fu addosso, e iniziò a prenderlo a pugni.



John provò a ribellarsi, ma non vi riusciva. Allora cercò di far leva con le gambe per invertire la loro posizione. Il risultato fu che i due rotolarono per almeno 20 metri lungo la scogliera, nel tentativo di sopraffazione l'uno sull'altro. Infine John riuscì a tenerlo sotto di lui. Con una forza che neanche lui sapeva di avere, inziò a colpirlo a ripetizione, finchè non fu abbastanza intontito. A quel punto John si alzò, e corse allo zaino che aveva lasciato a terra. Ne tirò fuori il coltello più affilato che aveva, ma quando si girò per finirlo, la copia di Jack si era già alzata, ed ora urlava correndo verso di lui. All'impatto trai i due il coltello volò dalla mano di John finendo su un crepaccio che dava sul mare. I due continuavano a lottare, senza però che nessuno avesse la meglio. Ancora una volta ruzzolarono per terra, ancora una volta con il fumo nero sopra di lui. Ora gli stringeva le mani al collo, e John sentiva gli occhi volergli uscire fuori dalle orbite. Stava per soccombere, quando vide che il suo coltello era a meno di un metro dalla sua mano. Senza far comprendere al rivale cosa stesse facendo, allungò pian piano il braccio, fino ad impugnare l'arma saldamente. Con un ultimo sforzo conficcò il pugnale nel ventre del nemico, il quale cambiò l'espressione rabbiosa in una sorpresa e dolorante. John, senza fiato, lo osservava mentre lasciava il suo collo, e metteva le mani intorno al pugnale che lo stava uccidendo. IL sangue iniziò ad uscirgli dalla bocca, mentre la apriva per esalare l'ultimo respiro. Ma ciò che uscì non fu un respiro, ne delle parole, ma una risata demoniaca quanto fragorosa. Rideva il mostro, mentre con disinvoltura si sfilava il pugnale dallo stomaco.
-Forse hai dimenticato chi sono... saresti dovuto rimanere su quella sedia a rotelle. Addio John Locke.
Si guardarono per un secondo negli occhi, prima che la lama, sporca ancora del sangue del finto dottore, fosse conficcata nel suo cuore. Gli ultimi istanti della vita di John Locke furono particolari, perchè quella mappa, quella disegnatasi nel cervello dopo che era svenuto nella grotta, gli diceva che anche in quel momento, mentre moriva, la strada era quella giusta. Ormai non vedeva quasi più niente davanti a lui, eccetto la sua scarpa destra. Riuscì un ultima volta a muovere il piede.



Nonostante la risata maligna che echeggiava intorno a lui, John ebbe l'impressione di aver sempre saputo che sarebbe finita così, e che, in questo modo, l'isola sarebbe stata salva. Pian piano perse sensibilità, scivolando sempre più nell'incoscienza. Non sapeva se avrebbe rivisto i suoi compagni, ma era certo che, dovunque fosse finito, non avrebbe smesso di cercare, di incuriosirsi, e di andare avanti, nonostante tutto. D'altronde, si disse prima di morire, nessuno può dirmi che non lo posso fare.

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ISOLA [MiB, Claudia]

Messaggio  Destiny il Mar Lug 10, 2012 3:24 pm

L'uomo in nero era rimasto solo. Provare ad abbandonare l'Isola era stata una strategia perdente. Per questo aveva deciso di affrontare il problema in maniera inversa: sarebbero stati gli altri ad andarsene, uno ad uno. Vivi o morti non importava. Nessun uomo avrebbe più rimesso piede sulla sua Isola, nel luogo dove era nato due millenni or sono.

Il suo aspetto era tornato quello originale. Avrebbe smesso di mentire, perché, banalmente, non ci sarebbe stato più nessuno a cui farlo.



La ruota, la sua prima opera d'ingegno, gli avrebbe adesso consentito di spostare l'Isola e nasconderla definitivamente al genere da lui tanto odiato, ma di cui, nonostante tutto, aveva fatto parte, almeno fino a quel dannato giorno in cui il suo corpo era entrato nella sorgente. Essa ormai era vuota, la Luce non vi risiedeva più.



Senza più uomini intorno, senza più nessuno in grado di corrompere e distruggere quel luogo sospeso tra Paradiso e Inferno, gli spiriti di coloro che vi erano morti senza trovare pace sarebbero potuti uscire allo scoperto. Questa era la sua speranza, perché tra quelli spiriti c'era anche Claudia, la sua vera madre, colei che lo aveva portato in grembo insieme a Jacob e che aveva potuto vivere la gioia della sua nascita solo per pochi istanti.

Il suo piano era stato paziente e minuzioso. Aveva aspettato tanto, troppo tempo. Non poteva fallire. Era l'ora della verità. Giunse nei pressi del ruscello dove era nato. Si chinò per rinfrescarsi e fu lì, riflessa nell'acqua, che la vide.



Finalmente avrebbe potuto stare insieme a sua madre. In fondo era quello che gli era sempre mancato. In quel luogo, oppure procedendo altrove, poco importava oramai. Il tempo era dalla sua parte.

E così, la straordinaria serie di eventi scaturita dall'antico omicidio di una madre di due gemelli raggiunse la convergenza o, come direbbero in molti, la fine.
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